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Home Cronaca

Trovati a Genova due preziosi reperti trafugati dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Napoli

Le due lesene in marmo policromo del Settecento rinvenute dai carabinieri erano pronte per essere vendute da una nota casa d'aste ligure: furono rubate dall'altare maggiore del tempio nel 1991

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
13 Aprile 2021
in Cronaca

I militari dell’Arma dei carabinieri operativi presso il nucleo per la Tutela del patrimonio culturale (Tpc) hanno ritrovato a Genova due preziosissime lesene in marmo policromo realizzate nel Settecento e trafugate dall’altare maggiore della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, antico luogo di culto situato nel cuore del centro storico della città partenopea. Le antiche decorazioni in marmo rinvenute dai carabinieri verranno consegnate oggi nelle sale del seminario arcivescovile di Capodimonte dal comandante del nucleo Tpc di Napoli, il maggiore Giampaolo Brasili. I preziosi reperti saranno così affidati in custodia nelle mani del direttore dell’ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Napoli Adolfo Russo. 

Le indagini sono partite in seguito ad alcune verifiche e accertamenti effettuati dalla sezione elaborazione dati del comando Tpc su alcuni beni culturali considerati di dubbia provenienza. Presso una nota casa d’aste genovese i carabinieri hanno trovato i suddetti marmi policromi settecenteschi pronti per essere rivenduti al migliore acquirente. Le successive attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova hanno permesso di rintracciare l’identità del possessore dei beni messi in vendita: si tratterebbe di un importante antiquario attivo nella Capitale. Le opere sono state così sequestrate e sottoposte a un esame tecnico approfondito. Il funzionario della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio (Abap), incaricato dalla Soprintendenza per il Comune di Napoli, dopo un’accurata disamina dei reperti, ha appurato che le due lesene marmoree erano state entrambe trafugate dall’altare maggiore dell’antica chiesa partenopea nel lontano 1991. Di fondamentale utilità per il successo delle indagini è stata la comparazione effettuata visionando attentamente le immagini d’archivio contenute nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti: si tratta del più grande database virtuale di opere d’arte rubate al mondo. In questo modo è stato possibile identificare le opere rubate dall’antica chiesa partenopea.

Foto dell’altare della chiesa

Sebbene la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli custodisca al suo interno opere scultoree, pittoriche e architettoniche di inestimabile valore artistico, tanto da essere stata paragonata in bellezza al più noto complesso dei Girolamini, l’intero sito monumentale si trova in pessimo stato di conservazione, tanto da essere stato interdetto al pubblico. Il complesso fu terminato nella seconda metà del Quattrocento dal beato Pietro da Pisa, ricevendo diversi interventi di ampliamento e di abbellimento durante il Rinascimento e nel Settecento. Sul finire della seconda metà del 1.700 fu sede delle riunioni segrete dei giacobini partenopei che ordivano la rivoluzione. Nell’Ottocento l’ordine religioso che reggeva le sorti del luogo di culto fu soppresso e la chiesa passò sotto la gestione del Complesso degli Incurabili. Nel 1970 il complesso venne gradualmente abbandonato a se stesso, e nonostante fosse ricco di opere d’arte realizzate dai più illustri artisti partenopei nel corso di tre secoli di storia, il tempio subì diversi furti, saccheggi e devastazioni. La chiesa versa attualmente in pessime condizioni, specialmente per quel che riguarda la facciata che nel corso degli anni è stata letteralmente “spogliata”, ma per fortuna conserva ancora tra le sue navate un pregevolissimo apparato decorativo e ornamentale.

Le lesene in marmo rinvenute

Il rinvenimento e la restituzione delle due lesene in marmo trafugate dimostra quanto sia stata importante la collaborazione tra i carabinieri del nucleo Tpc, la Diocesi di Napoli e la Soprintendenza dei Beni culturali. A tal proposito è stato pubblicato un interessante vademecum intitolato Linee guida per la tutela dei beni culturali ecclesiastici realizzato in collaborazione tra il ministero per i Beni culturali, l’Arma dei carabinieri e la Conferenza episcopale italiana, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela e della protezione delle opere d’arte custodite nei luoghi di culto, troppo spesso oggetto di furti e di azioni criminose.

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Tags: flashGenovaNapoliopere d'arte rubate
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