Una delle raccomandazioni più frequenti che, ormai da qualche settimana a questa parte, arrivano all’orecchio di tutti è quella di evitare assembramenti di persone e luoghi affollati, per quanto possibile. Le precauzioni riguardano, quindi, tutte quelle situazioni in cui un folto numero di persone possa venire a contatto, come serate al cinema, in discoteca e nei musei. L’intrattenimento, però, non è il solo a rientrare nel novero delle attività da frequentare con cautela: anche le messe e le attività religiose devono essere attuate con prudenza. A testimonianza di ciò, la Conferenza episcopale campana prima e la diocesi di Aversa poi, hanno diramato dei comunicati (disponibili al sito http://www.diocesiaversa.it/covid-19-diocesi-di-aversa-integrazione-del-comunicato-della-c-e-c/) contenenti alcune norme da seguire, almeno fino alla data (passibile di proroghe) del 15 marzo.
“Invitiamo tutti i fedeli – si legge nel comunicato Cec – durante le liturgie ad avere particolare cura nell’osservare le indicazioni sanitarie per la tutela della persona e nel rispetto della salute comune: mantenere distanza minima di sicurezza, evitare contatti ravvicinati (segno della pace), ricevere la santa comunione sulla mano e le altre dovute attenzioni a tutela della propria persona e degli altri”. A margine a quanto scritto nel comunicato della Conferenza episcopale campana e a titolo esemplificativo, il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ha voluto integrare alcune norme a sua volta. “Carissimi confratelli, carissimi fedeli – si afferma nel comunicato posto sul sito della diocesi – come indicato nel Decreto del Governo e premesso che si tende solo a far crescere lo spirito comunitario proprio del nostro essere Chiesa attenta alla vita del mondo, si terranno aperte le chiese nelle forme consuete per favorire la preghiera o l’adorazione personale dei singoli fedeli o di piccoli gruppi”.

