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Home Cronaca

Diocesi di Aversa, norme anti-Coronavirus per tutti i fedeli

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
5 Marzo 2020
in Cronaca, Società
Diocesi

Diocesi

Una delle raccomandazioni più frequenti che, ormai da qualche settimana a questa parte, arrivano all’orecchio di tutti è quella di evitare assembramenti di persone e luoghi affollati, per quanto possibile. Le precauzioni riguardano, quindi, tutte quelle situazioni in cui un folto numero di persone possa venire a contatto, come serate al cinema, in discoteca e nei musei. L’intrattenimento, però, non è il solo a rientrare nel novero delle attività da frequentare con cautela: anche le messe e le attività religiose devono essere attuate con prudenza. A testimonianza di ciò, la Conferenza episcopale campana prima e la diocesi di Aversa poi, hanno diramato dei comunicati (disponibili al sito http://www.diocesiaversa.it/covid-19-diocesi-di-aversa-integrazione-del-comunicato-della-c-e-c/) contenenti alcune norme da seguire, almeno fino alla data (passibile di proroghe) del 15 marzo.

“Invitiamo tutti i fedeli – si legge nel comunicato Cec – durante le liturgie ad avere particolare cura nell’osservare le indicazioni sanitarie per la tutela della persona e nel rispetto della salute comune: mantenere distanza minima di sicurezza, evitare contatti ravvicinati (segno della pace), ricevere la santa comunione sulla mano e le altre dovute attenzioni a tutela della propria persona e degli altri”. A margine a quanto scritto nel comunicato della Conferenza episcopale campana e a titolo esemplificativo, il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ha voluto integrare alcune norme a sua volta. “Carissimi confratelli, carissimi fedeli – si afferma nel comunicato posto sul sito della diocesi – come indicato nel Decreto del Governo e premesso che si tende solo a far crescere lo spirito comunitario proprio del nostro essere Chiesa attenta alla vita del mondo, si terranno aperte le chiese nelle forme consuete per favorire la preghiera o l’adorazione personale dei singoli fedeli o di piccoli gruppi”.

Si sospendono, quindi, le attività di catechesi ai bambini e ai giovani, insieme a quelle che non riescono a garantire la distanza minima da osservare tra persone, richiesta nel decreto. Ancora, “si tolga l’acqua dalle acquasantiere e si eviti il segno di pace. Si conservano le celebrazioni liturgiche domenicali avendo l’accortezza di chiedere ai fedeli di rispettare gli spazi opportuni, ricordando le possibilità offerte dai media e comunque ricevendo la comunione sul palmo della mano”. Particolare attenzione la riceveranno, così come succede a livello medico, gli anziani e gli ammalati, per la quale la diocesi chiede di non negare la comunione quando richiesta in casa.

Il momento è certamente delicato e, sebbene cadere in allarmismi e manifestazioni di panico non sia di alcuna utilità, è consigliabile avere prudenza e rispettare le (stra)ribadite norme igienico-sanitarie giunte dal ministero della Salute. Facendo attenzione a quelle fasce più deboli della popolazione, come anziani e neonati, e tutti coloro che soffrono, o hanno sofferto, di patologie immunodepressive o polmonari.

 

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