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Operazione “Golden metal”: arrestati due imprenditori campani per frode fiscale da 30 milioni di euro (Video)

Coinvolte nel vorticoso giro d'affari scoperto dalla guardia di finanza di Capua e Caserta ben 29 aziende in tutta Italia operanti nel settore della metallurgia

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
21 Aprile 2021
in Cronaca

I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Caserta hanno eseguito questa mattina due ordinanze di misura cautelare nei confronti di due noti imprenditori campani, P. M. di cinquantanove anni, ed E. M., di sessantaquattro anni, entrambi accusati di frode fiscale. I responsabili sono stati posti agli arresti domiciliari su richiesta del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sia P. M. che E. M. sarebbero coinvolti in un grosso giro di truffe di natura finanziaria e commerciale ai danni del fisco. Nel corso dell’operazione, denominata “Golden metal”, sono finite nel mirino degli inquirenti ben ventinove aziende tra ditte individuali e società, operanti in diverse regioni d’Italia e attive nel settore metallurgico. 

I provvedimenti sono stati emessi al termine di una complessa attività investigativa avviata dalle Fiamme gialle della compagnia di Capua sotto la direzione dei magistrati della Procura sammaritana. I finanzieri hanno infatti individuato e definito nel corso delle indagini un’articolata struttura organizzativa dedita all’emissione e alla sottoscrizione di fatture false impiegate per “coprire” operazioni commerciali fondamentalmente inesistenti. Tale giro d’affari illecito, nell’arco di di cinque anni, avrebbe permesso ai due indagati di guadagnare almeno trenta milioni di euro.

Le indagini hanno preso il via nel 2018, in seguito a un controllo effettuato dai Baschi verdi nei confronti di una società con sede a Pontelatone, in provincia di Caserta. L’azienda, che sulla carta era specializzata nel commercio all’ingrosso di metalli ferrosi, in realtà, all’atto delle ispezioni fiscali, si è rivelata essere una società “cartiera”, messa a disposizione dell’intera organizzazione illecita al fine di rivendere a diverse aziende compiacenti grossi quantitativi di merce in maniera fittizia. Tramite l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e approfondite verifiche finanziarie, le fiamme gialle ha accertato come i titolari delle aziende coinvolte nel remunerativo business fossero a conoscenza nonché consapevoli delle azioni illegali compiute dall’azienda casertana la quale, dal canto suo, provvedeva a documentare falsamente operazioni commerciali mai avvenute favorendo in tal modo, sotto l’aspetto economico, le società partecipanti. 

L’azienda di Pontelatone era nata sotto l’egida dei due imprenditori arrestati con l’unico scopo di frodare il fisco attraverso la contabilizzazione di costi nella realtà mai sostenuti. Nello specifico, le aziende compartecipanti pagavano con cadenza regolare i loro corrispettivi finanziari mediante una serie di bonifici bancari intestati alla società “cartiera” posta al vertice del sistema fraudolento. L’azienda beneficiaria, una volta ricevute le somme di denaro sui rispettivi conti correnti, procedeva al prelievo del contante e, solo dopo aver trattenuto una percentuale di interesse variabile dal 4% al 10% sull’importo di fatturazione a titolo compensativo del servizio reso, trasferiva i ricavi agli imprenditori collusi che avevano provveduto a loro volta al versamento dei bonifici iniziali.

Grazie a questo sistema, ben oleato e organizzato nei minimi particolari, le società coinvolte hanno potuto ricevere numerosi benefit finanziari usufruendo di ingenti risparmi di imposta derivati dalla contabilizzazione di costi fittizi per oltre trenta milioni di euro, nonché abbattendo le spese legate ai crediti di imposta sull’Iva per 16,5 milioni di euro: tali proventi illeciti erano basati infatti su un complesso apparato finanziario che ne garantiva l’evasione fiscale. Al temine dell’operazione culminata con gli arresti di oggi, pertanto, la guardia di finanza ha provveduto a sequestrare beni e disponibilità economico-finanziarie possedute dagli indagati per un valore corrispondente ai profitti indebitamente guadagnati. L’azione di ripristino della legalità è stata svolta da oltre settanta uomini dei reparti della guardia di finanza, la maggior parte di loro messi a disposizione dal comando provinciale di Caserta, ed è stata condotta in diverse regioni italiane al fine di ricostruire l’ingente flusso di denaro messo in circolazione dalle numerose aziende coinvolte nel business illegale del metallo.

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Tags: CapuaCasertafrode fiscale
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