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Home Cronaca Benevento

Benevento, cinque commercialisti e un avvocato indagati per bancarotta fraudolenta e falso in attestazioni

Nell'inchiesta sono coinvolte, in tutto, 40 persone, per molte delle quali il Gip ha confermato l'impianto accusatorio, pur non sussistendo le esigenze cautelari

Giuseppe Migliaccio di Giuseppe Migliaccio
27 Aprile 2021
in Benevento, Cronaca

Cinque commercialisti e un avvocato sono indagati e hanno ricevuto la misura di sospensione dall’esercizio delle rispettive professioni per 12 in quanto accusati di bancarotta fraudolenta, concordataria e falso in attestazioni e relazioni. Le fiamme gialle di Benevento, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno avviato le attività investigative dopo che il ricorso alla procedura di concordato preventivo presentato da una società era stato considerato inammissibile. Da qui, pertanto, le verifiche di eventuali abusi delle procedure concordatarie e di ristrutturazione di debiti da parte di alcuni imprenditori del territorio che, insieme con gli indagati, paralizzavano le possibili iniziative recuperatorie da parte dei creditori, che venivano così frodati.

Nello specifico il nucleo polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Benevento, ha proceduto ai dovuti approfondimenti dopo una richiesta di ammissione al concordato preventivo presentata da una società operante nel settore del commercio di materiale ferroso, costituita nella città sannita presso il studio commerciale incriminato. Gli inquirenti hanno quindi riscontrato una carenza informativa circa l’iter che portava alla richiesta di concordato, la mancanza di informazioni esaustive in merito alle relazioni dei professionisti, nonché il ricorso a un’operazione straordinaria di fusione tra due società ormai vuote e l’incorporazione, effettuata in un secondo momento, in una terza società mai attiva. Inoltre, la sede legale della nuova società costituita era stata trasferita a Benevento, dove poi è fallita. In aggiunta a questo, i finanzieri hanno potuto appurare che il professionista attestatore aveva omesso l’esistenza di un decreto di sequestro preventivo eseguito dalla guardia di finanza di Legnago, nel Veronese, di tutti i beni posseduti dall’imprenditore e di due società a lui riconducibili, per un valore di oltre 21 milioni euro.

Le attività investigative, svolte attraverso acquisizioni documentali, intercettazioni telefoniche e le testimonianze di persone informate sui fatti, hanno consentito, in sintesi, di acquisire gravi indizi relativamente a plurime e articolate condotte fraudolente contestate ai professionisti indagati, consistite soprattutto nel riferire una situazione economico-finanziaria dei gruppi imprenditoriali investigati non conforme a quella reale, nonché nel depauperare il patrimonio di singole società del gruppo attraverso operazioni prive di giustificazione economica. Nell’articolata indagine risultano indagati, in totale, oltre 40 persone tra professionisti e imprenditori, per molte delle quali il Gip, pur non emettendo misure cautelari nei loro confronti, ha comunque confermato l’impianto accusatorio.

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Tags: bancarotta fraudolentafinanza
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