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Home Cronaca Caserta

Sversamenti nei Regi Lagni: sequestrato allevamento di cavalli nel Casertano

I liquami prodotti dall'azienda venivano scaricati direttamente nei canali borbonici e finivano in mare all'altezza di Castel Volturno. Il titolare dell'attività, un 49enne di Marcianise, è indagato per violazioni ambientali

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
29 Aprile 2021
in Caserta, Cronaca

I carabinieri del corpo forestale dello Stato di Marcianise hanno dato esecuzione a un’ordinanza di sequestro preventivo, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della stessa Procura sammaritana, ai danni di un allevamento di cavalli da diporto ippico-sportivo situato sul territorio di San Tammaro, in provincia di Caserta. Il legale rappresentante della società, N. S., quarantanovenne originario di Marcianise, è indagato per aver violato nell’esercizio della propria attività il Testo unico sull’ambiente, in particolare l’articolo 137 del decreto legislativo numero 152 del 2006. 

Le indagini condotte dai forestali hanno permesso di scoprire che l’azienda sversava in maniera irregolare i propri liquami all’interno dei Regi Lagni. L’allevamento non solo violava le norme che regolano la gestione e lo smaltimento delle acque reflue, ma non disponeva nemmeno delle documentazioni atte a regolamentare l’uso agronomico degli effluenti zootecnici. In particolare, l’azienda collettava insieme le acque meteoriche provenienti dalle stalle, le acque sporche di dilavamento del piazzale, le acque di sgrondo della concimaia, le acque reflue provenienti dai capannoni e gli scarichi dei bagni all’interno di quattro condotte di scarico, che confluivano tutte in un fosso di scolo realizzato all’esterno dell’azienda per poi sversare i liquami direttamente in un canale che costeggiava l’allevamento e che confluiva nel settimo controfosso destro dei Regi Lagni.

I forestali hanno scoperto inoltre che l’allevamento scaricava ulteriori reflui direttamente nel terreno senza utilizzare alcun sistema di trattamento e di raccolta delle acque di sgrondo: sul suolo nudo venivano così depositati grossi cumuli di stallatico, un composto formato da letame equino misto a paglia estremamente maleodorante, per un volume di circa seimila metri cubi su di un’area estesa per 400 metri quadrati.

Accertamenti e sopralluoghi eseguiti congiuntamente dal personale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno e dai tecnici dell’Arpac di Caserta hanno permesso di appurare ulteriori dettagli: i liquami venivano infatti convogliati nei corsi d’acqua dei canali borbonici per poi sfociare direttamente nel Mar Tirreno all’altezza di Castel Volturno. Gli illeciti non sono stati commessi occasionalmente, ma venivano compiuti in maniera costante, dato che la stessa azienda non era nemmeno in possesso del registro delle utilizzazioni agronomiche dei reflui d’allevamento. Questo tipo di insulti ambientali possono arrecare un grave danno al suolo e alle acque, causando l’inquinamento sia dei corsi d’acqua in superficie che delle falde acquifere: l’eutrofizzazione e la riduzione del tenore dell’ossigeno nell’acqua, se combinata alla presenza di microrganismi patogeni e di nitrati, può rappresentare un grave rischio igienico-sanitario estremamente pericoloso per la salute dell’uomo.

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Tags: inquinamentoRegi Lagni
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