“Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora”. La frase del teologo e scrittore britannico Henry Scott Holland apre la locandina su cui sono riportati gli appuntamenti in programma per ricordare la figura e le azioni di Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana e referente provinciale di Libera Caserta, a un anno dalla scomparsa. Si parte venerdì 7 maggio alle ore 14 con una lezione in sua memoria all’Università Federico II sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, nell’ambito del Master interuniversitario in “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione”. Nella stessa giornata, alle 15 presso la sede Csv Assovoce di Maddaloni e alle 18 a Casal di Principe nella Casa don Diana, Valerio sarà ricordato da amici e familiari, insieme alle associazioni del territorio. Il giorno dopo, sabato 8 maggio alle 10, l’amministrazione comunale di Aversa intitolerà a Taglione un’area attrezzata a parco giochi a pochi metri dal bene confiscato in via Madonna dell’Olio, mentre alle 17.30 ci sarà una messa in sua memoria nella cattedrale di San Paolo. “Elogio alla bellezza, i tre partigiani del bene: Valerio Taglione, Rosario Livatino, Peppino Impastato”, è l’iniziativa rivolta alle scuole del coordinamento casertano di Libera che si terrà lunedì 10 maggio. Infine, sabato 15 alle 17.30, l’ultimo appuntamento previsto sarà l’inaugurazione del “Giardino della memoria parlante”, con la presentazione del video “Ripartiamo da Valerio!” nel giardino della Caritas diocesana, a cura della Libreria Il Dono-Mappa della solidarietà. Intanto, le associazioni che fanno parte della federazione “La Maddalena che vorrei” hanno protocollato al Comune di Aversa la proposta di intitolare a Valerio Taglione il plesso “Leonardo Bianchi”, posto all’interno della grande area che ospita gli edifici dell’ex ospedale psichiatrico. “Crediamo che non ci sia alcun luogo ad Aversa – si legge sulla pagina Facebook – che possa rispecchiare cosi a pieno la figura di Valerio, la rinascita di un luogo, la sua valenza sociale e associativa, la propensione a essere il fulcro e lo snodo di attività e buone pratiche territoriali capaci di creare quei percorsi di sostegno, aggregazione, legalità e sviluppo tanto immaginati insieme in questi anni”.


