Anche all’Ospedale del Mare, presidio ospedaliero di Ponticelli, è stato verificato un caso di positività al Coronavirus, il primo per la struttura. Un uomo, un anziano, era arrivato all’Ospedale del Mare mostrando, in fase di accettazione, i segnali di una sintomatologia sospetta, ed è stato quindi posto subito in isolamento. È stato ricoverato per due giorni, prima di essere trasferito all’ospedale Cotugno di Napoli, per trattamenti e cure nel presidio più attrezzato per le malattie infettive. L’anziano è un parente di uno dei sanitari in servizio proprio all’Ospedale del Mare di Ponticelli, che è stato,come da prassi, posto in quarantena. In quarantena ci sono finiti anche altri sanitari, sono sette in tutto, che hanno avuto contatti ravvicinati con il paziente.
L’anziano signore ha dovuto effettuare due tamponi in quanto il primo è risultato inadeguato. I medici, quindi, hanno proceduto ad eseguire un nuovo tampone che è poi risultato positivo. L’Ospedale del Mare ha predisposto il paziente per il trasferimento nella struttura riferimento per le malattie infettive e di conseguenza per tutto ciò che riguarda i contagi da Coronavirus, l’ospedale Cotugno. A seguito del trasferimento dell’anziano paziente, la direzione generale dell’Ospedale del Mare si è impegnata in un’operazione adeguata di sanificazione del pronto soccorso e dell’area di degenza. A farlo sapere, l’Asl Napoli 1 Centro, il cui manager, Ciro Verdoliva, ha rilasciato alcune dichiarazioni.
“Sono importanti l’igienizzazione e la sanificazione – spiega Ciro Verdoliva – così come la quarantena per i contenere i rischi di contagio così come stiamo attuando laddove necessario. Creare dei veri e propri cordoni sanitari aiuta a prevenire le situazioni a rischio ma non dobbiamo sottovalutare l’importanza di tutelare i sanitari che in questo momento sono un anello importante nella catena dell’assistenza che sta fronteggiando questa emergenza. Tutto l’ambiente sanitario italiano sta svolgendo un lavoro encomiabile dall’inizio dell’emergenza, lavorando senza sosta e senza turni. I medici, gli infermieri, gli operatori sanitari tutti sono chiaramente alcune delle persone più esposte al rischio di contagio e vanno protetti il più possibile. Non ci si può permettere di avere troppo personale sanitario in quarantena”.
“Per questo invito – continua Ciro Verdoliva, facendo un appello alla popolazione – chi si reca al pronto soccorso di comunicare immediatamente i sintomi sospetti ai sanitari così da far inquadrare il caso sospetto nella fase di pre Triage e fornire tempi e spazi maggiori ai medici e agli infermieri per isolarlo e assisterlo”. Per far fronte all’emergenza e dare un respiro, anche minimo, agli ospedali e ai loro reparti, si sta valutando l’ipotesi di usare gli hotel come luoghi di primo soccorso, con letti e strumenti adeguati. In caso l’emergenza si facesse più difficile da affrontare, le strutture alberghiere fornirebbero sicuramente un ulteriore spazio da usare. L’idea è a carattere nazionale ma non ci sono dubbi che la Regione Campania si attiverebbe con la dovuta organizzazione, sfruttando i luoghi degli hotel ormai svuotati di prenotazioni e clienti.