Sfondato in Campania il muro dei 100 contagiati dal Coronavirus (115 per l’esattezza). L’unità di crisi della Protezione civile regionale, infatti, ha comunicato l’esito positivo su 26 dei 125 tamponi esaminati in giornata, presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno di Napoli. Naturalmente, come sempre, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. E, nel primo pomeriggio, il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, ha voluto ribadire in un nuovo videomessaggio, diffuso tramite la pagina Facebook ufficiale della Regione Campania, la nuova “stretta” contenuta nell’odierna ordinanza regionale. Nel video, De Luca, rivolge un altro accorato invito ai cittadini campani dopo quello di ieri, anche per fare il punto della situazione, dopo l’ordinanza regionale che in mattinata aveva seguito il decreto della Presidenza del Consiglio firmato in nottata dal premier Giuseppe Conte, ma soprattutto per richiamare ancora una volta, con forza ed estrema chiarezza, la popolazione della Campania a tenere comportamenti responsabili, necessari per limitare il più possibile il contagio da Covid-19.
“Stiamo cercando di alzare un muro – esordisce il governatore – per impedire la diffusione del contagio, ma perché questa operazione riesca bisogna essere rigorosi e controllare che tutto funzioni, altrimenti dovremo poi rassegnarci ad avere un’ospedalizzazione, con la situazione negli ospedali che diventerebbe pesante perché si dovrebbe decidere, a un certo punto, se ricoverare in terapia intensiva, per esempio, chi ha un trauma da incidente stradale o chi ha il Coronavirus ed è in condizioni gravi. Questo è il senso dell’operazione che si sta cercando di mettere in piedi“.
Nel videomessaggio lungo circa mezz’ora, De Luca sceglie di toccare punto per punto tutti gli argomenti “caldi”, in modo da evitare confusione e il propagarsi di notizie false o imprecise, “perché – spiega – più circolano notizie false e più è ridotta l’informazione ai cittadini e più crescono in loro ansia e dubbio, mentre più diamo informazioni aggiornate sulla situazione e su ciò che stiamo facendo e più cresce il livello generale di serenità e di consapevolezza. Per questo – aggiunge De Luca – credo che vi darò anche nei prossimi giorni e, se sarà necessario, anche ogni mattina un’informazione puntuale“.
Il primo argomento affrontato dal governatore, molto delicato in queste ore, è quello dei rientri che dalla serata di ieri – dopo una fuga di notizie rispetto alla concreta pubblicazione del decreto del Governo – hanno coinvolto centinaia di persone, letteralmente “in fuga” dalle zone rosse verso il Meridione. “Nell’ordinanza di stamattina – ricorda De Luca – abbiamo stabilito una serie di provvedimenti per tutti coloro che sono rientrati in Campania in queste ore. Chi arriva dal Nord deve andare in isolamento domiciliare per motivi prudenziali, per due settimane. La misura è obbligatoria per chi è partito dalla notte scorsa in poi. Chi arriva deve essere identificato, sotto la responsabilità di Ferrovie dello Stato e delle varie agenzie di trasporto su pullman, mentre coloro che si sono serviti di auto private devono mostrare senso di responsabilità e segnalarsi alle Asl e ai Comuni, oltre che porsi in isolamento domiciliare. E se si proviene da zone a rischio bisogna segnalare la propria presenza al medico di famiglia, anche in assenza di sintomi, senza recarsi nei Pronto Soccorso ma parlando prima col proprio medico“.
Il presidente della Giunta regionale, poi, passa ad analizzare proprio la situazione dell’organizzazione della sanità sul territorio campano. “Già nei giorni scorsi, il Governo aveva chiesto alle Regioni di raddoppiare i posti in terapia intensiva, in vista di un eventuale aggravamento dell’infezione. La Campania ha subito deciso di raddoppiare questi posti in terapia intensiva. Abbiamo avuto riunioni con i direttori generali per individuarne, dai 320 di oggi, altri quasi 500 aggiuntivi, con una riorganizzazione imponente che avrà un costo di 30 milioni di euro. E lo faremo il più rapidamnente possibile. I lavori edili nell’arco di una settimana li completiamo. Ma c’è il problema del personale e delle tecnologie per far sì che – prosegue De Luca – l’aumento non sia teorico ma abbia effetti pratici. Stiamo lavorando con i direttori generali per un cronoprogramma. Complessivamente abbiamo bisogno di altre 1.600 unità tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Abbiamo bisogno di nuovo personale in anestesia, infettologia, pneumologia, radiologia, medicina interna, farmacia e nefrologia, oltre che di medici di pronto soccorso. Stiamo ragionando con le scuole di specializzazione e, nelle prossime ore, faremo contratti di assunzione a tempo determinato con medici in quelle branche, per avere da subito personale. Lavoreremo anche con lo scorrimento di quelle graduatorie ancora aperte, oltre che per l’assunzione di personale infermieristico. Ovviamente, tutto ciò va fatto ad horas e non con i tempi della burocrazia italiana, utilizzando i poteri commissariali e, in caso di dubbi interpretativi, andando avanti subito. Per quanto riguarda le tecnologie, invece, servono innanzitutto ventilatori per portare ossigeno ai posti letto. Ho sentito che dovrebbe esserci una gara nazionale martedì prossimo, ma noi abbiamo dato indicazioni ai direttori generali e alla centrale regionale d’acquisto per procedere comunque. Quindi, acquistiamo subito, poi si vede con i fornitori nazionali. Abbiamo anche chiesto l’autorizzazione per procedere con i tamponi oltre che al Cotugno anche in altri due-tre laboratori, perché al Cotugno se ne fanno due al giorno, di mattina e di sera. E i risultati di quello serale ci vengono comunicati la mattina dopo. Mentre noi non vogliamo perdere nemmeno dodici ore in più. Siamo già pronti al Ruggi di Salerno e al Moscati di Avellino. Proseguiamo, dunque, al massimo possibile nel lavoro di prevenzione, ma ci prepariamo anche, nell’arco di una settimana, ad avere posti letto in terapia intensiva per fare fronte a un eventuale contagio estremamente più pesante di quello di oggi in Campania. Ci stiamo, insomma, preparando per avere i reparti pronti in caso di emergenza drammatica“.
Un altro tema che in questi giorni ha suscitato molte polemiche è quello dei concorsi in atto in Campania, “sui quali – sottolinea De Luca – si sono fatte speculazioni ignobili e, dunque, serve un chiarimento definitivo. I concorsi sono due: quello del Piano lavoro della Regione e un secondo per l’assunzione nei centri per l’impiego. Il concorso della Regione si è concluso, con soli quindici candidati, che dopo ricorso, dovranno sostenere la prova tra il 27 e il 29 marzo. Quello per i centri per l’impiego, invece, ha 61.000 partecipanti. Finora, sono state svolte due prove per 1.500 candidati, con soli cinque provenienti dal Nord ma non da “zone rosse”, i quali lo hanno svolto in sala separata e dopo misurazione della temperatura alla presenza di infermieri. In tutti i concorsi, inoltre, vi sono sempre stati drappello della Polizia che ha controllato la distanza dei banchi superiore al metro, gazebo della Asl con due infermieri e un medico, disinfezione dei bagni, prima e dopo prove. Cioè, il massimo della sicurezza sanitaria. Questo secondo concorso riteniamo di doverlo rinviare, per dare tranquillità a tutti, per ragioni prudenziali e anche per utilizzare meglio le forze mediche. Mentre ripeto che il primo concorso è concluso. Tutto è stato fatto in base a norme di serietà e tutela. Quindi, tranquilli tutti e nessuna polemica“.
Il messaggio del presidente De Luca entra nel vivo, però, quando inizia a toccare l’argomento della chiusura dei locali pubblici, riprendendo le norme contenute nell’ordinanza regionale di stamattina. “Ci vogliono grande chiarezza e buon senso“, esordisce il governatore, che poi prosegue: “Si sta facendo un tentativo estremo per bloccare la diffusione a macchia d’olio del virus e frenare il contagio. Questa operazione, però, ha un senso se c’è senso di responsabilità da parte di tutti i cittadini, altrimenti non si raggiungerà l’obiettivo. Posso essere chiaro? Due settimane: questo è tutto! Ma è possibile che per una chiusura di due settimane dei locali bisogna avere reazioni spropositate? Noi abbiamo anticipato la norma nazionale, predisponendo la chiusura per locali nei quali possono esserci assembramenti di persone, come palestre o piscine, mentre rimangono aperti i centri di riabilitazione. Registriamo però, purtroppo, ancora posizioni irresponsabili da parte di gestori di bar e pub, che continuano a disattendere la norma per la quale i clienti devono essere seduti ai tavoli alla prevista distanza di sicurezza. Nella serata di ieri, poi, i baretti della movida, a Napoli e in tanti altri centri storici della Campania, erano ovunque gremiti di ragazze e ragazzi uno sull’altro. Bene, ai gestori di questi bar vorrei dire: ma è mai possibile che voi, per guadagnare cento euro in più ne rischiate di perdere diecimila tra due settimane? E poi dobbiamo proprio correre il rischio, e questo lo dico affettuosamente ai ragazzi e lo dico alle famiglie, di avere un contagio generalizzato per non modificare per due settimane i nostri comportamenti? Poi, tra due settimane, vedremo cosa dobbiamo decidere, ma per due settimane possiamo avere comportamenti responsabili? Francamente, diventa incomprensibile – prosegue infervorandosi De Luca – come si possa continuare in comportamenti che andavano bene prima della crisi ma non ora. Ho tutta la comprensione di questo mondo per coloro che gestiscono queste attività. Sappiamo bene che c’è una situazione pesante per tutti, ma oggi l’emergenza è bloccare il contagio e da questo punto di vista noi non guarderemo in faccia nessuno. Se abbiamo deciso che per due settimane occorrono misure straordinarie, allora queste misure vanno rispettate. E se la situazione rimane quella che abbiamo avuto anche la notte scorsa, saremo obbligati a nuove ordinanze di chiusura di bar, pub, ristoranti e quant’altro, perché non si può scherzare più e non sono tollerati comportamenti di disinvoltura, di disattenzione, di irresponsabilità. Perché, se Dio non voglia, esplode l’emergenza negli ospedali, noi rischiamo davvero di farci male! Sappiamo che in Lombardia ci sono situazioni in ospedali con i medici che devono decidere se dare posto a chi ha avuto un incidente o un trauma oppure a chi ha situazioni polmonari gravi. Noi in Campania non vogliamo arrivare a questo e faremo di tutto per far sì che non vi siano comportamenti irresponsabili, anche dal punto di vista penale“.
Per quanto riguarda, infine, le scuole e le università della Campania, De Luca ribadisce: “Abbiamo fatto bene a chiuderle. E ribadisco ai docenti e alle famiglie che non vanno effettuate attività didattiche al di fuori dei comuni di residenza o di localizzazione delle varie scuole. Noi abbiamo vietato gite e viaggi, ma anche laboratori, seminari, ricerche, verifiche in giro sono vietate. Quello delle scuole è un tema molto specifico che dobbiamo valutare con attenzione, anche in riferimento, per esempio, ai molti docenti o al personale che deve raggiungere gli istituti utilizzando i mezzi pubblici“.
Nella conclusione del videomessaggio, De Luca riprende i suoi consueti toni decisi, ma cerca anche di essere tranquillizzante. “Se non c’è senso di responsabilità da parte di ognuno di noi, faremo il doppio o il triplo della fatica per sconfiggere il contagio. Lo sconfiggeremo comunque, però ognuno di noi capisce che un conto è risolvere il problema in due mesi e un altro è trascinarci dietro per mesi e mesi e mesi un’epidemia che rischia di coinvolgere migliaia di nostri concittadini in tutto il territorio nazionale. Allora, la mia raccomandazione è questa: che ognuno di noi sia responsabile e consapevole dieci volte di più, non solo nei comportamenti di igiene personale, ma anche nei rapporti. Limitiamo le frequentazioni sociali per due-tre settimane e non abbiamo imbarazzi a rifiutare la stretta di mano o a chiedere a familiari e amici se hanno avuto frequentazioni con chi viene dai focolai o da fuori regione. Facciamo le domande e cerchiamo di essere prudenti tutti quanti. Lo dico soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, ma anche ai padri e alle madri di famiglia: questa non è una sfida di coraggio, cerchiamo di essere prudenti e consapevoli che il problema è serio. Vedrete che lo risolveremo nel modo migliore, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di ogni cittadino. Avremo necessità – conclude il governatore De Luca – di modificare i nostri comportamenti, ma è indispensabile se vogliamo tutelare la vita dei nostri cari e dei nostri figli. Mi aspetto comportamenti estremamente rigorosi e responsabili, ma per il resto non perdiamo la testa, perché stiamo lavorando con la determinazione necessaria, con l’organizzazione necessaria, ma con la ragione. Nessun panico, quindi, nessuna angoscia e tranquilli tutti“.
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