A distanza di poche ore dalla conferenza stampa del presidente Conte, che ha annunciato l’estensione all’intero territorio nazionale delle restrizioni, facendo diventare la Penisola “zona protetta”, in Campania, come in gran parte della nazione, è scattata la psicosi da isolamento, che ha anticipato l’attuazione del provvedimento. Scene già viste nelle zone dei focolai lombardi e veneti si ripetono sul resti d’Italia. Lunghe file di persone si sono ammassate al di fuori dei supermercati aperti ventiquattrore al giorno, in un clima di istintiva e irrazionale caccia ai viveri, mentre continuano a montare le proteste dei detenuti nelle case circondariali di tutta la regione, nelle quali si registrano disordini e scontri a cui fanno eco, in maniera drammaticamente puntuale, gli assembramenti dei parenti dei detenuti dall’altro lato delle mura, formalmente spaventati dall’interruzione dei colloqui giornalieri.
Aversa, come altre città campane, non hanno fatto eccezione. In una città avvolta da un silenzio che neanche il lunedì notte riesce a spiegare, il supermercato h24 sito in via Ettore Corcioni ha registrato un’affluenza record, con persone in coda ad aspettare il proprio turno all’esterno della struttura, essendo gli accessi alle attività commerciali consentiti solo a un certo numero di clienti per volta. Una reazione di pancia che, a ben vedere, rischia solo di aumentare le possibilità di contagio tra i tanti che, nell’attesa di entrare nel supermercato, si raccolgono senza rispettare le distanze di sicurezza raccomandate.

