Gianni Maddaloni, per tutti o Maestro, è l’emblema del sacrificio, della costanza e dell’impegno. All’ingresso della sua palestra di Scampia diversi giochi per bambini, una struttura che accoglie detenuti in affidamento ai servizi sociali. Tante le medaglie vinte, il Judo la sua passione. Il cuore diviso tra la famiglia allargata e il sociale. Gianni è il padre di tutti, dei figli dei pregiudicati che scelgono di percorrere la strada della legalità, delle mogli e delle mamme che senza il suo supporto morale non riuscirebbero a compiere il miracolo della vita, quello di guidare i propri figli nelle scelte di vita e di stare accanto ai propri mariti.
In un contesto sociale come quello di Scampia che in un periodo non molto lontano era diventata terra di nessuno, è stato difficile emergere come un fiore sull’asfalto. Lo sport insegna le regole e le regole aiutano il buon vivere. Un punto di riferimento, accoglienza e supporto concreto, grazie anche alla distribuzione della spesa che avviene periodicamente da tempo. Un appello alle istituzioni, per creare sinergie che possano donare dignità a chi nel tempo l’ha persa, avendo dovuto piegarsi ad un sistema marcio, corrotto e senza prospettive. Gianni, dai muscoli da duro ma con un cuore tenero, affronta con coraggio ogni giorno una sfida. Campione nello sport e vincitore nel cuore di tutti.

