Corruzione all’Università “Luigi Vanvitelli”: professore rinviato a giudizio
Il Gup del Tribunale Aversano ha inoltre stabilito che il professore universitario potrà tornare a insegnare, pertanto è stata revocata la misura interdittiva iniziale emessa nei suoi confronti.
Dopo la bufera legata ai presunti casi di corruzione consumatisi tra le mura della sede di Aversa dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, per il docente coinvolto nell’inchiesta giudiziaria, ordinario di Topografia presso la facoltà di Ingegneria dell’ateneo aversano, è stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del Giudice per l’udienza preliminare che sta seguendo il caso. Il docente, che nel frattempo era stato sospeso dal suo incarico accademico per garantire il regolare svolgimento delle indagini, sarà chiamato a novembre per la prima udienza del processo che avrà luogo nelle aule del Tribunale di Napoli Nord.
Il docente dovrà rispondere dell’accusa di tentata induzione indebita mentre le altre accuse mosse nei suoi confronti, tra cui un presunto reato di concussione, sono via via cadute nel corso degli approfondimenti effettuati durante le indagini e nella fase preliminare del processo. Il Gup del Tribunale aversano ha inoltre stabilito che il professore universitario potrà tornare a insegnare, pertanto è stata revocata la misura interdittiva iniziale emessa nei suoi confronti. Secondo le accuse nel 2018 il docente dell’ateneo aversano avrebbe proposto a un suo studente del suo corso il pagamento di una tangente pari a duemila euro al fine di anticipare di un mese lo svolgimento della seduta di laurea.
La facoltà di Igegneria dell’Università “Luigi Vanvitelli”
Quando lo studente si presentò nello studio del professore per convalidare l’esame di Topografia sostenuto qualche giorno prima, il docente gli comunicò la bocciatura così da convincerlo a pagare una somma di denaro questa volta di trecento euro. Il ragazzo tuttavia rifiutò l’offerta e il professore, per evitare possibili ritorsioni o provvedimentidisciplinari nei suoi confronti, lo promosse con un bel voto sul libretto universitario nel tentativo di “comprare” il suo silenzio. Il giovane aveva nel frattempo effettuato delle registrazioni durante i colloqui con il docente le quali erano state consegnate all’Arma dei carabinieri all’atto della denuncia, “incastrando” così il professore di fronte alle sue responsabilità.
Nei confronti dello stesso docente era stata mossa anche un’altra accusa in quanto avrebbe favorito una studentessa dell’ateneo aversano nel suo percorso di studi. I genitori della ragazza avrebbero infatti offerto al professore indagato un weekend a loro spese all’interno di una struttura ricettiva a Formia in cambio di una raccomandazione che permettesse alla giovane di superare gli esami senza troppi problemi. In merito a quest’ultimo presunto caso di corruzione il Gup del Tribunale di Napoli Nord si è dichiarato “non competente” per questioni di natura territoriale, inviando gli atti dell’indagine e del processo alla Procura della Repubblica di Cassino, la quale si occuperà di questo ennesimo presunto caso di corruzione verificatosi nell’ateneo aversano.
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