Ha redatto il decalogo delle domande più frequenti dei genitori che riguardano i bambini ai tempi del Covid-19. È un pediatra, ma è anche direttore di Uppa magazine, rivista bimestrale per genitori scritta, appunto, da pediatri, pedagogisti, psicologi e altri specialisti che si occupano di bambini. Il dottor Sergio Conti Nibali ha accettato di rispondere alle nostre domande per approfondire il discorso su bambini e Coronavirus.
Dottor Conti Nibali, come le è venuta in mente l’idea di decalogo di domande e risposte dedicato a bambini e Covid-19?
“Da quando è cominciata l’emergenza sanitaria la redazione di Uppa ha ricevuto moltissime richieste di chiarimenti da parte dei nostri lettori. I genitori ci considerano come degli autorevoli interlocutori per i problemi che riguardano la salute dei loro figli; la politica di Uppa è quella di evitare il medical shopping, ma di rispondere solo alle richieste di informazioni che siano generalizzabili e che, dunque, possono contribuire alla diffusione di buone pratiche e di informazioni basate sulle evidenze scientifiche. Abbiamo, dunque, approfondito i quesiti più ricorrenti che ci venivano posti e li abbiamo diffusi attraverso il nostro sito web e i nostri canali social”.
Perché i bambini possono prendere una forma più lieve di Covid-19?
“In questo momento le descrizioni dei casi pubblicati in letteratura e che abbiamo a disposizione sembrano essere abbastanza concordanti nel mostrare una sintomatologia più modesta in tutta l’età pediatrica. Sappiamo ancora molto poco del virus e delle sue caratteristiche, per cui non è facile capire perché la sua capacità di creare un danno sia così differente da soggetto a soggetto e perché i bambini rispondono meglio. In questo momento fare supposizioni non sarebbe corretto; la spiegazione, probabilmente, la potremo avere nei prossimi tempi”.
I bambini che soffrono di patologie sono più a rischio?
“Al momento non abbiamo a disposizione un numero di casi pediatrici talmente rilevante da poter studiare il comportamento di sottogruppi, quali ad esempio i bambini che hanno patologie di fondo. Si può solo supporre, in analogia a quanto stiamo osservando per gli adulti, che potrebbe essere così”.
Lei afferma che si può proseguire con il ciclo delle normali vaccinazioni. È giusto dire che queste rafforzano il sistema immunitario e quindi il contrasto al Covid-19?
“Il calendario vaccinale non dovrebbe essere modificato durante l’attuale pandemia, per evitare di abbassare la protezione contro tanti altri temibili germi per i quali, per fortuna, esiste un vaccino. Non sarebbe esatto, invece, affermare che le vaccinazioni rafforzano il sistema immunitario in modo da renderlo più resistente verso altre malattie e quindi, nello specifico, verso il Covid 19. Siccome, comunque, il Covid 19 si sta dimostrando più aggressivo, almeno negli adulti, in soggetti con patologie pre-esistenti è chiaro che l’avere evitato patologie serie anche grazie all’uso di vaccini non può che essere considerato un fattore di protezione”.
Se hanno condizioni cliniche favorevoli, le mamme colpite da Covid-19 possono allattare. Ma non ci possono essere alterazioni del latte dovute ai medicinali assunti in precedenza?
“L’allattamento è uno dei fattori protettivi più importanti per un neonato; attraverso il latte della mamma vengono assunti dal neonato molti fattori di difesa contro le malattie infettive; se, ad esempio, una mamma mentre allatta contrae un’infezione virale il neonato avrà a disposizione delle difese già pronte che può utilizzare contro il virus. Si può ipotizzare che questo avvenga anche per il Covid 19; studi recentemente pubblicati e sintetizzati sembrano rafforzare questa ipotesi. Per quanto riguarda il problema dei farmaci assunti dalla madre che potrebbero, passando nel latte materno, danneggiare il bambino non è possibile generalizzare. Moltissimi farmaci possono essere utilizzati durante l’allattamento; ma bisogna verificarne la compatibilità con attenzione tenendo conto delle caratteristiche del singolo principio attivo e del bambino, in particolare la sua età: più piccolo è il bambino e maggiore sarà l’attenzione che si dovrà avere. Tuttavia, prima di privare un bambino degli enormi benefici del latte materno, è importante avere prove certe che il farmaco sia assolutamente controindicato in allattamento”.
Per chi volesse leggere il decalogo di domande e risposte su bambini e Covid-19, può cliccare https://www.uppa.it/medicina/malattie-e-disturbi/bambini-e-coronavirus-le-domande-frequenti/.
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