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Home Ambiente

Incendio alla “Nts”: picco di diossine nell’aria tra Teverola e Carinaro

Secondo le rilevazioni effettuate dall'Arpac la presenza di sostanze inquinanti nell'atmosfera è stata di 16 volte superiore ai limiti stabiliti dalla comunità scientifica

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
20 Settembre 2021
in Ambiente, Caserta, Cronaca

Quello che temevano gli ambientalisti in seguito al disastro dell’azienda Nts situata nella zona industriale tra Teverola e Carinaro, nell’Agro aversano, purtroppo si è verificato: dopo il vasto incendio che giovedì scorso ha letteralmente devastato lo stabilimento industriale nel quale si produceva e si trasformava materiale plastico per l’industria automobilistica, l’Arpac, l’Agenzia regionale che si occupa del monitoraggio dell’ambiente in Campania, ha registrato un sensibile aumento nell’atmosfera delle concentrazioni di diossine e di furani. 

Le rilevazioni effettuate nell’aria dai tecnici dell’Arpac tra giovedì e sabato hanno infatti permesso di constatare la presenza di sostanze altamente inquinanti nell’atmosfera in concentrazioni pari a 2,46 picogrammi al metro cubo. Si tratta di un elevato valore di tossicità di ben sedici volte superiore al limite di 0,15 picogrammi al metro cubo, valore massimo di tollerabilità ambientale stabilito dalla comunità scientifica. La centralina di rilevamento dell’Agenzia regionale è stata disposta dai tecnici a duecento metri di distanza dal sito dell’incendio, verso nord-est, ossia nella direzione in cui si è estesa la nube tossica che ha oscurato per diversi chilometri i cieli dell’Agro aversano, tanto da essere visibile addirittura da Napoli e da Caserta.

I resti dello stabilimento dopo l’incendio

Le preoccupazioni degli ambientalisti, dunque, su un possibile disastro ambientale accaduto nell’area industriale in questione erano del tutto fondate. Sia le diossine che i furani, infatti, sono sostanze inquinanti estremamente tossiche sia per l’ambiente che per la salute dell’uomo. Si tratta altresì di componenti “persistenti” in quanto presentano una struttura chimica stabile, quindi possono restare a lungo nell’ambiente inquinando non solo l’atmosfera, ma anche contaminando il terreno e i corsi d’acqua. In virtù di questo pericolo reale l’Arpac sta procedendo a campionare anche i terreni nei pressi del sito dell’incendio oltre a valutare la qualità dell’aria nelle città di Santa Maria Capua Vetere, Marcianise e Aversa al fine di rilevare eventuali criticità ambientali. Nei giorni a venire saranno effettuati ulteriori campionamenti.


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Tags: ArpacincendioprimopianoTeverola
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