Quello che temevano gli ambientalisti in seguito al disastro dell’azienda Nts situata nella zona industriale tra Teverola e Carinaro, nell’Agro aversano, purtroppo si è verificato: dopo il vasto incendio che giovedì scorso ha letteralmente devastato lo stabilimento industriale nel quale si produceva e si trasformava materiale plastico per l’industria automobilistica, l’Arpac, l’Agenzia regionale che si occupa del monitoraggio dell’ambiente in Campania, ha registrato un sensibile aumento nell’atmosfera delle concentrazioni di diossine e di furani.
Le rilevazioni effettuate nell’aria dai tecnici dell’Arpac tra giovedì e sabato hanno infatti permesso di constatare la presenza di sostanze altamente inquinanti nell’atmosfera in concentrazioni pari a 2,46 picogrammi al metro cubo. Si tratta di un elevato valore di tossicità di ben sedici volte superiore al limite di 0,15 picogrammi al metro cubo, valore massimo di tollerabilità ambientale stabilito dalla comunità scientifica. La centralina di rilevamento dell’Agenzia regionale è stata disposta dai tecnici a duecento metri di distanza dal sito dell’incendio, verso nord-est, ossia nella direzione in cui si è estesa la nube tossica che ha oscurato per diversi chilometri i cieli dell’Agro aversano, tanto da essere visibile addirittura da Napoli e da Caserta.


