Orrore a Marcianise: sequestrata e violentata in albergo. In carcere l’ex compagno
La vittima era in balìa già da diverso tempo della violenza e della brutalità dell'uomo. Con la detenzione del suo aguzzino può dirsi finalmente concluso il suo incubo
Ancora una violenza sessuale, l’ennesima, ai danni di una donna consumatasi questa volta a Marcianise, nell’hinterland casertano. La storia della vittima, che dal 2017 è stata costretta a subire in più occasioni le violenze, le minacce e le ingiurie dell’ex compagno è a dir poco raccapricciante tanto da sconvolgere anche i più “forti di stomaco”. Nei confronti dell’ex coniuge, M. L., trentasettenne del posto, il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse gravissime di violenza sessuale, lesioni personali, maltrattamenti e sequestro di persona.
Il colpevole era stato arrestato alcuni giorni fa dai carabinieri della stazione di Marcianise in seguito alle indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dopo che la vittima, nonostante le continue minacce di morte ricevute dall’ex, era riuscita a trovare il coraggio e la forza per denunciare il suo aguzzino. Tra i due la relazione era finita da tempo, tuttavia il trentasettenne continuava a vedere la donna, maltrattandola e picchiandola. La vittima viveva letteralmente nella paura, sotto i continui ricatti dell’ex compagno, il quale era in possesso di materiale sessualmente “compromettente” che utilizzava per ricattarla. Questa spirale di violenza psicologica, innescata dai continui tentativi direvenge porn perpetrati dall’uomo ai danni della donna, la costringeva a vivere in uno stato di terrore perenne.
Quanto raccontato dalla donna agli inquirenti è agghiacciante. Nonostante la fine della loro relazione lei veniva continuamente insultata e mortificata, fino a sfociare nella più aberrante e spregevole violenza fisica e sessuale. La vittima, infatti, veniva costantemente presa a schiaffi, a calci, a pugni e trascinata per i capelli dall’uomo il quale, in una delle tante occasioni, in preda a un raptus di follia, le avrebbe dapprima rotto il setto nasale, costringendola a pulire in ginocchio il suo stesso sangue dal pavimento, poi le avrebbe addirittura spento addosso due sigarette perché “poco ubbidiente” ai suoi voleri. La donna, purtroppo, si trovava in uno stato di paralisi totale, schiacciata dal peso della paura che da un momento all’altro l’uomo avrebbe potuto distruggere la sua vita e la sua reputazione diffondendo su internet il materiale pornografico che la ritraeva. Se la vittima avesse anche solo accennato a qualcuno delle violenze e delle umiliazioni subite, l’uomo le aveva giurato che l’avrebbe trovata e l’avrebbe sfigurata per sempre gettandole dell’acido sul volto.
Ma l’incubo della povera donna, trovatasi ben presto intrappolata in un tunnel senza via d’uscita fatto di minacce, percosse e ritorsioni, è proseguito fino al punto più terribile di questa vicenda. Il suo aguzzino, infatti, con il pretesto di volerle parlare, le aveva teso una trappola in un albergo. Una volta averle sottratto il cellulare per impedirle di chiamare aiuto e fatte scomparire le chiavi della camera d’albergo, l’uomo rinchiuse la giovane in stanza costringedola a subire rapporti sessuali non consenzienti con lui dopo averla picchiata brutalmente. Non contento, l’ex coniuge, dopo averla violentata ripetutamente nel corso della notte, avrebbe successivamente infierito su di lei, ormai riversa a terra senza forze sul pavimento della stanza d’albergo, umiliandola con insulti e ingiurie di ogni tipo e arrivando addirittura a sputarle e urinarle addosso come segno di disprezzo nei suoi confronti. La terribile notte da incubo della donna, vittima del sadismo e delle perversioni del suo ex compagno, si è conclusa solo al mattino seguente, quando nonostante si trovasse sotto shock la giovane è riuscita a scappare dalla camera d’albergo in cui era stata rinchiusa per rifugiarsi presso l’appartamento della mamma.
La vicenda raccontata nei minimi dettagli dalla donna in sede di denuncia è molto inquietante e mette in evidenza, ancora una volta, quanto il problema della violenza di genere sia più attuale che mai. Questa storia così terribile da sembrare un incubo senza fine potrebbe perfettamente adattarsi alla sceneggiatura di un film dell’orrore, di quelli pervasi da un costante senso del macabro e dell’orrido come solo il regista americano David Lynch potrebbe immaginare, eppure non si tratta di finzione cinematografica, bensì della più dura e cruda realtà con la quale dover fare i conti. Per fortuna l’incubo della donna si è concluso nel migliore dei modi, con l’arresto e la detenzione in carcere dell’ex compagno, il quale, adesso, rinchiuso dietro le sbarre, non potrà più torcere un capello a nessuno.
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