Anche la Campania paga il conto del personale sanitario contagiato da Covid-19. In tutta la regione sono più di 70 i medici positivi e, purtroppo, non è certo finita qui. A loro bisogna aggiungere le decine di infermieri infettati, più quelli costretti a casa in quarantena, e 12 medici di base colpiti dal virus. Numeri che sono già adesso preoccupanti, perché destinati ad aumentare, con l’alto rischio che si aggiunga un’altra emergenza all’emergenza Covid-19. C’è il pericolo che il sistema sanitario pubblico vada in tilt per la mancanza di medici e infermieri, cui si andrà ad aggiungere un numero crescente di ricoveri da Coronavirus.
Scenari apocalittici che il personale medico e paramedico in trincea cerca di evitare a tutti i costi, lavorando contro un nemico invisibile e nonostante turni logoranti. La preoccupazione è avvertita anche in Regione Campania, tanto che il presidente Vincenzo De Luca indica come una priorità “la massima tutela per il personale sanitario, perché se arriviamo ad aver non l’8%, come abbiamo adesso, ma il 20% di contagiati fra medici e infermieri, allora salta tutto”. La massima tutela per De Luca significa utilizzare la maggior parte dei 700mila kit rapidi acquistati per rilevare la positività al Covi-19 “non per fare i test di massa, obiettivo irrealizzabile sui 6 milioni di abitanti della Campania, ma per garantire in primo luogo la tutela del personale medico e infermieristico. Questa sarà la priorità assoluta, altrimenti sarà la catastrofe”.

