Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, già in tempi non sospetti, ha fatto sentire la sua voce e ha proposto decisioni forti per fronteggiare l’emergenza. Con i suoi modi vulcanici ed esuberanti, non si è mai tirato indietro quando c’era bisogno di mostrare il pugno duro e di redarguire i suoi concittadini campani. La posizione di Vincenzo De Luca è tanto semplice quanto fondamentale per il momento: limitare all’indispensabile le attività lavorative e restare tutti a casa. Nonostante ciò, molti campani non hanno capito (o fanno finta) che la situazione è complicata e che chiunque, nel suo piccolo, è chiamato a dare un contributo che potrebbe fare la differenza. Un problema a cui bisogna fare fronte, tuttavia, non comprende solo i cittadini che si trovano fisicamente in Campania, ma anche quelli residenti in altre regioni che tornano, dando vita a pericolosi flussi di persone.
I flussi da Nord verso Sud, quasi in controtendenza con la famosa fuga di cervelli di cui tanto si parla, hanno, di fatto, causato la nascita di piccoli focolai di infezione da Coronavirus. Studenti fuori sede, persone costrette per lavoro a trasferirsi, semplici turisti: qualsiasi fosse la motivazione del loro soggiorno al Nord, nelle prime zone in cui l’infezione si è estesa, avrebbero dovuto restarci. E i flussi sono ancora in essere, tanto che De Luca ha chiesto al Governo di fermare tutti i nuovi arrivi dalle altre regioni. Il governatore campano insiste con le sue opinioni e le sue misure, secondo alcuni drastiche, per far sì che si riesca a contenere il più possibile l’ondata di contagi. Nuovi arrivi potrebbero significare nuovi contagi, che a loro volta potrebbero significare nuovi ricoveri e il bisogno di altri posti in terapia intensiva: la sanità della regione verrebbe messa in ginocchio.

