Tra le poche rassegne culturali campane che non si fermano per l’emergenza Coronavirus, ma decidono di andare avanti, naturalmente nel rispetto delle misure nazionali di prevenzione del rischio contagio da Covid-19 come indicato nel decreto legge del 4 marzo, c’è anche Cinema al femminile tra Italia e Francia, il bel ciclo di proiezioni e incontri dedicato alle registe italiane e francesi, a cura di Antonella Di Nocera (direttrice del festival Venezia a Napoli. Il cinema esteso) e del console di Francia a Napoli Laurent Burin des Roziers, in collaborazione con Parallelo 41.
La rassegna al femminile, infatti, pr
osegue regolarmente anche lunedì 9 marzo, al consueto orario delle 20, presso l’Institut Français di Napoli in via Crispi 86. L’ingresso è gratuito, come di consueto, ma proprio a causa delle limitazioni dovute al decreto legge è consigliata la prenotazione al numero 0817616262. In programma c’è un film indipendente italiano di grande interesse, il documentario Liberami, che sarà introdotto in sala dalla regista Federica di Giacomo (nella foto), autrice ligure naturalizzata siciliana, documentarista e antropologa, la quale al termine della proiezione ne discuterà anche con gli spettatori.
Premiato come miglior film nella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia del 2016, Liberami racconta il ritorno della pratica dell’esorcismo nel mondo contemporaneo, attraverso le vicende del frate francescano padre Cataldo, uno tra gli esorcisti più ricercati in Sicilia e non solo, celebre per il carattere combattivo e instancabile. Ogni anno, nonostante una società secolarizzata come quella contemporanea, sempre più persone non esitano a definire “possessione” i loro malesseri, non soltanto in Italia, ma anche nel resto d’Europa e nel mondo. E la Chiesa risponde a questo tipo di emergenza spirituale, continuando a nominare un numero crescente di preti esorcisti e organizzando appositi corsi di formazione. Così, ogni martedì centinaia di persone seguono la “messa di liberazione” di padre Cataldo e cercano la cura a un disagio che non trova altrove risposte né etichette.
L’autrice racconta con sguardo antropologico e notevole senso della narrazione audiovisiva questa storia, ancora oggi più diffusa di quanto si possa credere, dell’incontro tra la pratica esorcista e la vita quotidiana nel mondo del Terzo millennio, facendo emergere i contrasti tra antico e contemporaneo e tra religioso e profano, con sequenze spesso inquietanti ma a volte persino esilaranti.
La rassegna al femminile proseguirà, con le medesime modalità organizzative dovute all’emergenza sanitaria in atto, lunedì 23 marzo con la proiezione di Fiore gemello, una favola nera su due adolescenti (un immigrato clandestino e la figlia di un criminale che traffica esseri umani, in fuga verso un futuro migliore) diretta da Laura Luchetti e interpretata da Giorgio Colangeli, Aniello Arena, Fausto Verginelli, Anastasyia Bogach, Kalill Kone. Nelle settimane successive, fino a luglio, si susseguiranno le proiezioni dei film delle registe italiane Cecilia Mangini, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Susanna Nicchiarelli, Alice Rohrwacher, Margherita Ferri e delle francesi Noémie Livosvky, Celine Sciamma, Zabou Breitman, Catherine Corsini, Sandrine Bonnaire, Lou Jeunet, Sara Forestier, Fabienne Berthaud e Marjane Satrapi.