Cresce l’allerta ad Acerra, nell’area nord di Napoli, dove il numero di contagiati al Covid-19 sale a sette. Tutti i casi di positività al virus sono stati registrati all’interno della clinica Villa dei Fiori: si tratta di sei operatori medico-sanitari e di un paziente ricoverato nel reparto di cardiologia. Il focolaio all’interno della struttura sanitaria sarebbe scoppiato in seguito al ritorno dall’estero di un membro del personale il quale, durante il viaggio oltre confine, avrebbe contratto l’infezione respiratoria. Il contagiato è stato posto in quarantena, tuttavia, avendo avuto contatti con i colleghi al ritorno dalle vacanze, avrebbe contagiato anche loro. L’Asl Napoli 2 Nord ha pertanto sottoposto a tamponi laringo-faringei il personale ospedaliero entrato in contatto con il medico contagiato e i risultati dei test hanno dato esito positivo per altri cinque dipendenti della struttura, tra medici e infermieri. Il settimo contagiato sarebbe stato, invece, un paziente ricoverato per problemi cardiologici, risultato inizialmente negativo ai test sierologici ma successivamente rivelatosi positivo al tampone.
Onde evitare qualsiasi rischio epidemiologico e bloccare in tempi adeguati la diffusione del contagio, i dirigenti sanitari hanno disposto la chiusura del pronto soccorso del nosocomio di Acerra e l’interdizione dei reparti di cardiologia e rianimazione predisponendone la sanificazione. L’attenzione nella clinica Villa dei Fiori resta altissima e nelle prossime ore saranno effettuati ulteriori test e accertamenti per individuare eventuali nuovi casi di contagio tra pazienti e personale. A rendere pubbliche le informazioni è stato nella giornata di oggi il primo cittadino acerrano Raffaele Lettieri, che in un post pubblicato su Facebook ha invitato i cittadini a non abbassare la guardia indossando le mascherine e rispettando la distanza di sicurezza. La preoccupazione per lo scoppio di nuovi focolai durante il periodo estivo resta alta, specialmente per ciò che riguarda le persone di rientro dalle vacanze all’estero, in quanto potrebbero aver contratto il virus in maniera asintomatica, costituendo così in maniera inconsapevole un grave rischio per la salute pubblica.

