Il giornalismo italiano ha perso uno dei suoi ultimi grandi maestri. È morto a 96 anni Sergio Zavoli, giornalista, ex parlamentare, protagonista indiscusso della storia della Rai, di cui fu anche presidente tra il 1980 e il 1986, autore e conduttore di fortunate trasmissioni televisive, tra cui la celebre La notte della Repubblica. Zavoli nasce a Ravenna il 21 settembre del 1923. Dopo una breve esperienza di pochi mesi, appena ventenne, sul periodico dei gruppi universitari fascisti locali Teste di ponte, diventa giornalista professionista alla fine della guerra, approdando in Rai nel 1947. Qui si distingue per la creazione di contenuti di assoluta qualità, tra cui la trasmissione sul Giro d’Italia Processo alla Tappa e Nascita di una dittatura, programma che racconta l’ascesa di Benito Mussolini e del fascismo. Parallelamente al suo lavoro per il piccolo schermo, Zavoli pubblica saggi tratti dalle proprie trasmissioni televisive e diversi libri: il primo, Il socialista di Dio, esce nel 1981 e viene premiato con il Premio Bancarella. Tra le sue opere letterarie si annoverano Dieci anni della nostra vita: 1935-1945, Altri vent’anni della nostra vita: 1945-65, Figli del labirinto, Romanza, Di questo passo, Un cauto guardare, Dossier cancro, Il dolore inutile, Diario di un cronista, La questione: eclissi di Dio e della storia, La parte in ombra, Sergio Orlando. Un mondo visto da dentro e l’autobiografia Il ragazzo che io fui, pubblicata nel 2011.
Autore di numerosi reportage e inchieste, tra il 1993 e il 1994 è il direttore del quotidiano napoletano Il Mattino. Per anni vicino al Partito socialista italiano, verso la fine degli anni Novanta si avvicina alla politica attiva e viene eletto al Senato con i Democratici di sinistra nel 2001, riconfermando il suo scranno a Palazzo Madama nel 2006 con l’Ulivo e nel 2008 e 2013 con il Partito democratico. Durante questo periodo, nel 2009, viene eletto presidente della Commissione di vigilanza Rai succedendo a Riccardo Villari.

