Un noto psicologo di Afragola, 54 anni, identificato con le iniziali D.M., è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali su alcune sue pazienti. L’uomo, figura di riferimento nel panorama cittadino per il suo lavoro clinico e le numerose iniziative nel settore della salute mentale, è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere nella serata di martedì. A eseguire il provvedimento, gli agenti del commissariato locale, su disposizione della Procura di Napoli Nord.
L’inchiesta ha preso forma nei mesi scorsi dopo alcune segnalazioni circostanziate che hanno sollevato dubbi sulla condotta dello psicologo durante le sedute. Secondo quanto emerso, il comportamento del professionista avrebbe oltrepassato i confini del rapporto terapeutico, arrivando — secondo l’accusa — a costituire veri e propri atti di natura sessuale ai danni di pazienti emotivamente vulnerabili.
Gli investigatori, autorizzati dalla magistratura, hanno avviato un’attenta attività di controllo tecnico, installando microfoni e telecamere nello studio del professionista. Proprio questi strumenti avrebbero fornito prove ritenute fondamentali: audio e video che documenterebbero episodi gravi e incompatibili con l’etica della professione. Insieme al materiale raccolto, sono state decisive anche le testimonianze di alcune presunte vittime. Le dichiarazioni, sommate agli elementi audiovisivi, hanno portato la Procura a ritenere necessario l’arresto dell’uomo, eseguito senza resistenza presso la sua abitazione. D.M. è stato quindi trasferito nel carcere di Poggioreale, dove attenderà l’interrogatorio di garanzia.
Le fonti investigative parlano di un quadro indiziario solido, ma l’inchiesta è tutt’altro che conclusa. Gli inquirenti stanno approfondendo altri possibili episodi e valutando l’eventuale coinvolgimento di ulteriori pazienti. La possibilità che emergano nuovi sviluppi è concreta. In città, la notizia ha suscitato grande sconcerto: D.M. era considerato una figura professionale affidabile, stimata anche per il suo impegno nel promuovere il benessere psicologico. Ora il suo nome è legato a un’indagine delicatissima, che impone il massimo riserbo sia per la natura delle accuse sia per la protezione delle persone coinvolte. L’ipotesi di reato formulata è quella di violenza sessuale, ma la qualificazione giuridica definitiva dipenderà dagli esiti degli approfondimenti in corso.