La presenza dello Stato si fa sentire ancora nel Napoletano, da tempo martoriato dalla presenza della camorra. Ieri pomeriggio, il prefetto di Napoli Marco Valentini ha visitato il bene confiscato alla criminalità organizzata “Masseria Antonio Esposito Ferraioli”, situato nella cittadina di Afragola. Durante la visita, era presente il direttore e gestore Giovanni Russo, che ha accolto il prefetto nell’immobile raccontando la storia del territorio e delle attività sociali svolte e da svolgere, grazie alla collaborazione dei cinque partner che gestiscono l’attività dal 2017, ovvero il consorzio di cooperative sociali “Terzo Settore”, la Camera del lavoro metropolitana, articolazione della Cgil sull’area metropolitana di Napoli, la cooperativa sociale “L’uomo e il legno”, la cooperativa “Giancarlo Siani” e l’associazione di volontariato “Sott’ e ‘ncoppa”, con il supporto del Comune di Afragola e delle scuole della provincia.

La masseria, sequestrata nel 1997 al clan Magliulo, nemico giurato del clan Moccia, è stata intitolata al sindacalista della Cgil, scout e cuoco sopraffino Antonio Esposito Ferraioli, ucciso nel lontano 30 agosto 1978 per il suo impegno civico e sociale nella lotta alla criminalità organizzata e riconosciuto vittima della camorra solo nel 2014, trentasei anni dopo il suo vile e brutale omicidio, per il quale mandanti ed esecutori non sono mai stati individuati. Nei 120 mila metri quadri a disposizione, che rendono l’immobile il più grande bene confiscato nel Napoletano, vengono svolti numerosi progetti di educazione alla legalità e all’educazione ambientale, come testimoniato dalla presenza del museo vivente delle biodiversità, dove avvengono coltivazioni delle piante e dei vegetali tipici del territorio, con oltre 100 orti sociali, la cui cura è affidata a studenti, giovani, volontari, associazioni e ad altre attività di formazione.


