I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Castello di Cisterna hanno eseguito stamane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini del Tribunale di Napoli nei confronti di quattro indiziati ritenuti essere affiliati al clan Palermo, radicato nel territorio di Brusciano e nell’Agro nolano. Le indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia hanno permesso di ricostruire le attività illecite del clan, dedito particolarmente alle estorsioni nel settore dell’edilizia svolte attraverso l’uso sistematico della violenza e delle minacce. Una delle ultime vittime è stato, infatti, proprio un imprenditore edile di Brusciano, al quale, in occasione delle festività pasquali, è stata chiesta una somma di duemila euro per poter svolgere la propria attività nel Nolano. Gli investigatori hanno inoltre scoperto che il capoclan Francesco Palermo, nonostante la detenzione in carcere presso la casa circondariale di Secondigliano, continuava a impartire dalla cella le disposizioni ai suoi affiliati che poi eseguivano le attività illecite ordinate. I quattro criminali sono stati arrestati in mattinata con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso e condotti in carcere. Dal 2017 a oggi è in corso sul territorio bruscianese una vera e propria faida camorristica tra il clan Rega, retto da Tommaso Rega detto o’ chirichiell’ e il clan Palermo.
Le operazioni dei carabinieri volte al contrasto della criminalità organizzata sono poi continuate nell’Agro nolano e hanno portato all’arresto di altri due affiliati, questa volta appartenenti al clan D’Ambrosio, reggente sul territorio di Castello di Cisterna. Le ricostruzioni eseguite dagli inquirenti hanno fatto emergere anche in questo caso un sistema estorsivo ben oleato, caratterizzato da minacce e ritorsioni nei confronti di un imprenditore edile della zona al quale era stato chiesto un contributo di tremila euro per poter svolgere in “sicurezza” i lavori lungo la variante della Strada statale 7 bis. Per costringere la vittima a pagare la tangente i due criminali avrebbero addirittura sequestrato un operaio dai cantieri stradali. Si tratta di azioni, queste, che hanno fatto emergere la grande pericolosità e violenza del clan, che con minacce e intimidazioni si è fatto strada diventando egemone sul territorio. I due affiliati, entrambi accusati di tentata estorsione e sequestro di persona compiuti con l’aggravante del metodo mafioso, sono stati arrestati dai carabinieri e condotti presso il carcere di Secondigliano.

