La candidata a sindaco di Napoli, Alessandra Clemente, torna a farsi sentire pubblicamente. Il suo intervento è dedicato alla situazione drammatica che si è venuta a creare in Afghanistan. “Un contesto che ci richiama a una presa di responsabilità, come esseri umani, come donne e come cittadini del mondo” afferma la Clemente, auspicando una rapida apertura di corridoi umanitari per garantire l’accoglienza dei profughi che scappano dall’orrore. Un elogio viene rivolto agli assessori comunali di Napoli, i quali hanno richiesto, tramite una nota inviata alle massime istituzioni nazionali, l’attivazione dei suddetti corridoi umanitari. Ma la Clemente non dimentica il presidente dei sindaci campani, Carlo Marino, meritevole per le iniziative intraprese volte ad attivare la rete dei comuni regionali per dare rifugio a chi cerca una casa sicura dove costruirsi un futuro.

Una Alessandra Clemente che si dice particolarmente vicina, da donna, alla tragedia di milioni di donne afgane che rischiano di tornare sotto il giogo di un regime che le umilia, le costringe alla prigionia delle loro case, dei diritti rubati, del burqa. Per non parlare del dramma di quelle bambine alle quali molto probabilmente verrà negata l’istruzione e delle ragazze che non potranno più lavorare. Infatti c’è il rischio che la situazione torni esattamente a quella di 25 anni fa, nonostante le promesse di maggiore libertà fatte dal regime talebano. Uno spettro che vede le donne assolutamente fuori dai giochi per quanto concerne la vita pubblica del paese in cui sono nate.


