A distanza di settimane dal primo avvertimento lanciato dalla Regione Campania sul consumo di molluschi, l’emergenza epatite A si è concretizzata con numeri in rapida crescita. L’impennata di casi di epatite A ha trascinato i principali presidi infettivi in una situazione di criticità estrema. Il centro di riferimento regionale, l’ospedale Cotugno di Napoli, è attualmente al collasso: con oltre 40 pazienti in corsia e una dozzina assistiti su barelle in pronto soccorso, la direzione è stata costretta a sospendere i nuovi ingressi, dirottando i contagiati verso altre strutture della provincia.

La mappa del contagio e la crisi dei posti letto
Non è solo il capoluogo a soffrire. L’onda d’urto del virus ha investito l’intero hinterland, saturando i reparti degli ospedali di Pozzuoli (Santa Maria delle Grazie), Frattamaggiore, Villa Betania a Ponticelli e il Moscati di Aversa. “Le immagini di questi giorni, con i pazienti in barella, richiamano alla memoria i momenti più bui della pandemia“, ha dichiarato Novella Carannante, infettivologa del Cotugno. Sebbene il decorso della malattia sia generalmente benigno, la pressione sul sistema resta altissima. Preoccupa in particolare il caso di un uomo di 46 anni, trasferito d’urgenza al Cardarelli per una grave insufficienza epatica e attualmente in attesa di trapianto di fegato.

