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Home Cronaca Caserta

Allarme “movida violenta” risse tra ragazzini: I comuni in allarme. Serve una risposta chiara e decisa

Disagio sociale e cultura della violenza, ragazzi violenti si sfogano utilizzando coltelli "Aggressività mai vista"

redazione di redazione
3 Ottobre 2021
in Caserta, Cronaca

Ancora una volta sono i giovanissimi i protagonisti coinvolti nell’ennesima rissa scoppiata per futili motivi in Provincia di Caserta. Dopo l’accoltellamento del pugile diciannovenne Genny Leone ucciso in pieno centro a Caserta per uno “sguardo di troppo” e il ferimento di un altro giovane dell’età di diciassette anni accoltellato nella villa comunale di Sant’Arpino, nell’Agro atellano, reo di averci provato con la “ragazza sbagliata”, l’ennesima violenza tra giovani si è consumata nella tarda serata di ieri ad Aversa, nella cittadina normanna, è stato aggredito e accoltellato un giovanissimo ragazzo di 17 anni. Ancora sconosciute le cause della rissa che sarebbe esplosa poco prima di mezzanotte in via Roma. Secondo le prime testimonianze il giovane si sarebbe trovato nel bel mezzo di una zuffa, ricevendo una coltellata ad un fianco, riportando una profonda ferita che ha spinto i medici del locale ospedale a trattenerlo in prognosi riservata; il minore non è comunque in pericolo di vita.

Del caso si sta occupando la Polizia del Commissariato di Aversa, che nel frattempo ha acquisito le immagini dalle telecamere di videosorveglianza della zona e ha ascoltato le testimonianze di numerosi ragazzi. Lo stesso 17enne è stato ascoltato ma non è riuscito a fornire indicazioni utili ad identificare chi lo ha aggredito.

Il fenomeno della violenza e dell’aggressività tra i giovanissimi è dilagante e preoccupante e, quasi da palcoscenico sono state, in questa estate post Covid, le cittadine della provincia di Caserta, diventate teatro di episodi di violenza in serie, risse, aggressioni e danneggiamenti agli arredi urbani. C’è da tenere l’allerta ai livelli massimi. Non ci siamo, insomma, sembra non funzionare neppure più l’opera di prevenzione e di controllo a distanza, attraverso l’utilizzo delle telecamere. Il problema della gestione della movida è nodo nell’agenda di molte prefetture del Paese.

Secondo gli esperti gli episodi di risse tra giovani sono in costante aumento. Come si è arrivati a tutto questo? non solo nelle grandi città, il fenomeno, che non è certo una novità, nell’ultimo anno è cresciuto e si è diffuso anche nelle province, da nord a sud e riguarda soprattutto i giovani delle fasce più fragili della popolazione, in cui c’è un maggiore disagio e svantaggio economico- sociale. I ragazzini si danno appuntamento attraverso i social e il motivo scatenante può essere uno qualsiasi, spesso banale. Molti si picchiano mentre moltissimi stanno a guardare e a filmare per poi postare i video in tempo reale sui social.

Orde di ragazzini che, come raccontano le forze dell’ordine, non hanno più la consapevolezza del limite e che il più delle volte escono di casa mossi dal solo desiderio di fare a botte e che si mostrano violenti anche con chi interviene a placare la rissa. Quali possibili soluzioni? In alcune città si intensificano i controlli, in altre, si pensa di chiudere alcune piazze o locali prima della mezzanotte, insomma è il dibattito del momento: chiudere e/o riaprire per “disperdere” al fine di evitare di concentrare più persone nei luoghi caldi? come si può fronteggiare una simile escalation di violenza? È ormai chiaro che non bastano le sole telecamere, anche perché spesso risulta difficile riuscire a identificare i responsabili. Servono controlli massicci e continui sul campo e, anche eventuali interventi di tipo coercitivo per scoraggiare comportamenti devianti.

Lungi dal farne un discorso politico, alle risse, alla violenza, all’aggressività, alla rabbia e al rancore occorre rispondere con decisione e intransigenza, con fermezza e correzioni, senza scendere ad alcun tipo di compromesso, onde evitare che certi comportamenti assumano preoccupanti livelli di emulazione. Perdere il polso significa perdere autorevolezza a poco a poco e, in questo, le amministrazioni cittadine vanno aiutate non solo attraverso l’intervento della polizia locale, ma anche e soprattutto attraverso un’opera di prevenzione interforze che sappia mettere in campo tutte le risorse a disposizione, anche se spesso, specie nei territori ‘periferici’, risultano essere piuttosto risicate.

Fondamentale per la nostra società è vigilare sui nostri figli e soprattutto sui più giovani. Un appello accorato va alla scuola e a tutti i genitori, il messaggio deve essere chiaro ed unanime: i nostri giovani devono capire che quando varcano la soglia di casa non possono fare tutto ciò che passa loro per la testa e soprattutto devono imparare che la violenza è il peggior modo per cercare di risolvere i problemi. Un prezzo psicologico troppo alto, quello che i ragazzi si trovano oggi a pagare che spesso si ritrovano ad essere ed a riconoscersi come dei disadattati nella propria vita. Non abbandoniamoli, da soli non ritroveranno facilmente la strada smarrita. Reinsegniamo ai nostri figli ad amare, a rispettare e a fare gruppo perché odiando e facendo branco inevitabilmente si perde sempre.

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Tags: Aversamovidaprimopianorissa
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