Secondo le rilevazioni effettuate dall’Arpac, la qualità dell’aria in Campania ha registrato un forte miglioramento nel mese di marzo grazie alle misure restrittive imposte da Governo e Regione per far fronte all’emergenza epidemiologica di Covid-19. Una notizia che sicuramente farà piacere a molti ambientalisti ma anche a tutti coloro che tengono a cuore le sorti della natura e della propria salute.
L’Arpac ha infatti analizzato i dati forniti dalle centraline di controllo ambientale situate nelle cinque città capoluogo della Campania, incrociandoli tra loro per fornire un quadro completo della situazione. Tra i principali fattori di inquinamento ambientale misurati ci sono il monossido di azoto (No), il biossido di azoto (No2) e le polveri sottili (Pm10 e Pm2.5). Ebbene secondo i dati analizzati dall’Agenzia regionale per l’ambiente c’è stata una drastica riduzione delle quantità di monossido d’azoto nell’aria che sono calate di oltre 50% in alcune città con picchi dell’80% nelle province di Benevento, Avellino e Caserta. Una riduzione dovuta al drastico ridimensionamento della produzione di sostanze inquinanti generate da auto e riscaldamenti.
Per quanto riguarda invece la presenza di polveri sottili nell’aria, la situazione è ben diversa perché legata non solo al rilascio di sostanze inquinanti nell’aria ma anche alle condizioni atmosferiche. Una sostanziale riduzione di Pm10 è stata registrata solo verso la fine del mese di marzo, anche perché le condizioni atmosferiche ancora rigide non hanno favorito il ricambio dell’aria. Una maggiore riduzione di polveri sottili è stata registrata infatti nelle città costiere, soprattutto Napoli e Salerno, dove la brezza marina ha facilitato un maggiore riciclo dell’aria.
Se le misure di contenimento del virus continueranno per tutto il mese di aprile, il trend di riduzione delle sostanze inquinanti nell’aria continuerà ad essere positivo. Con l’arrivo della primavera infatti ci sarà una netta riduzione delle emissioni provenienti dai riscaldamenti domestici. Si tratta di notizie doppiamente positive se si pensa che secondo le tesi di scienziati e ricercatori, un miglioramento della qualità dell’aria potrebbe rallentare l’incidenza del virus: è infatti scientificamente provato che sostanze inquinanti presenti nell’aria come le polveri sottili rappresentano concreti fattori di rischio per l’insorgenza e l’aggravarsi di patologie di tipo respiratorio.
Pubblichiamo di seguito i grafici dell’Arpac che analizzano la quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria a Napoli e nei restanti capoluoghi campani.



