La grande musica classica e un gioiello storico-monumentale della Campania saranno protagonisti domani di una serata tutta all’insegna della bellezza e della cultura. Su Rai 1 alle 23.15, infatti, andrà in onda il concerto Le vie dell’amicizia, che il maestro Riccardo Muti ha diretto a inizio luglio nel parco archeologico di Paestum. Proprio quello fu il primo grande evento culturale post-Covid, con oltre ottocento spettatori presenti tra i magnifici templi di Paestum per godersi qualche ora di autentico arricchimento interiore. Muti diresse l’orchestra giovanile Luigi Cherubini e la Syrian Expat Philarmonic Orchestra sulle note della III sinfonia in mi bemolle maggiore di Beethoven, l’Eroica. Nel segno della pace e della fratellanza, la dedica della serata fu per la Siria e, in particolare, per Khaled al-Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, trucidato dall’Isis nel corso della razzia del 2015. L’iniziativa, organizzata anche con evidenti obiettivi di promozione e rilancio del turismo campano dopo la quarantena, ha avuto il sostegno della Regione Campania, con la Camera di commercio di Salerno e il Ravenna Festival; ed è stato promosso e organizzato dalla Scabec in collaborazione col parco archeologico di Paestum e Velia e col Comune di Capaccio.

Riccardo Muti (che quest’estate sarà anche tra i protagonisti del Ravello Festival) presentò così il concerto: “Veniamo a Paestum, proseguendo il cammino delle Vie dell’Amicizia iniziato tanti anni fa in una Sarajevo martoriata dalle bombe. Veniamo con l’esecuzione dell’Eroica di Beethoven, con quella marcia funebre che rispecchia il nostro stato d’animo per i massacri fatti contro la cultura e mi riferisco a Palmira, gemellata a Paestum, e sottolineando il nostro rapporto con la Siria. Il concerto di Paestum ha un significato profondo che sottolinea amore e fratellanza nei confronti di un Paese che ho visitato: tanti anni fa ero a Damasco e ho avuto la possibilità di lavorare con i giovani musicisti siriani nella prova di una sinfonia di Tchaikovski. Non so se quell’orchestra esiste ancora, non so se esiste ancora il conservatorio che era appena stato costruito. Però, siamo fieri di aver incorporato alcuni musicisti che provengono dalla filarmonica siriana espatriata che si esibiranno con noi“.

