Continuano senza sosta i servizi di controllo della guardia di finanza, nell’ambito dell’osservanza delle misure di contenimento del Coronavirus. A tal proposito, le fiamme gialle hanno sequestrato, in un esercizio commerciale gestito da un cittadino di origine cinese, ad Arzano, resa zona rossa da diverse settimane, oltre 139mila mascherine senza marchio Ce, tutte pronte per essere messe in vendita. In particolare, i finanzieri del primo nucleo operativo metropolitano hanno rinvenuto, all’interno di un grosso rivenditore del luogo, oltre 139mila dispositivi di protezione individuale, tra cui non solo semplici mascherine chirurgiche spacciate come tali, ma anche dispositivi di tipo Kn95, compresi di filtro, tutti non a norma. I prodotti, infatti, sono stati trovati privi di documentazione che ne attestino le caratteristiche protettive e anche di tutte le autorizzazioni e certificazioni obbligatorie per l’importazione. Di tutto ciò che è stato rinvenuto, ben 8mila mascherine erano destinate ai bambini.

Le fiamme gialle hanno inoltre trovato e posto sotto sequestro anche 200 visiere protettive e 15 strumenti per rilevare la temperatura corporea, tra termometri e pistole termoscanner a infrarossi, anch’essi sprovvisti di certificazione di conformità e della normativa europea di settore e mancanti di relativi controlli di qualità sul prodotto, al fine di consentire la certezza di avere la corretta misurazione della temperatura. Tutti questi prodotti, se immessi sul mercato, avrebbero potuto fruttare al venditore circa 120mila euro di guadagni.

