Scoperta una casa a luci rosse ad Avellino. È accaduto durante i controlli dei carabinieri della locale stazione, legati ad azioni contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. L’operazione è nata in seguito ad alcune indagini portate avanti dai militari, dopo aver monitorato alcuni siti internet, spesso utilizzati come una sorta di bacheca per annunci, però a sfondo sessuale. In questi siti venivano inseriti anche i contatti per concordare gli appuntamenti durante i quali consumare i rapporti a pagamento. Nello specifico, i carabinieri, dopo aver individuato un’abitazione pubblicizzata su internet, con tanto di fotografie che non lasciavano spazio all’immaginazione, hanno iniziato l’attività di verifiche e appostamenti per poter ricavare maggiori informazioni. Ciò che è emerso è stato soprattutto un continuo via vai di persone, che si recavano in casa, per trattenersi per un tempo molto limitato. Alcuni degli avventori sono stati identificati e i carabinieri, tentando un approccio molto discreto, hanno scoperto dagli stessi la natura delle prestazioni che si praticavano in quelle stanze.
Ormai appariva tutto chiaro ai militari, i quali hanno così fatto irruzione nell’abitazione, dove hanno individuato una donna, di origini asiatiche, di 56 anni e senza permesso di soggiorno, che si prostituiva. La responsabile è stata successivamente denunciata. Sono stati trovati e posti sotto sequestro anche oggetti erotici e contraccettivi, oltre a una somma di denaro pari a 250 euro, possibile provento dell’attività illecita. Nel corso delle indagini sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Avellino anche altre due donne, di 51 e 63 anni, anche loro di origini asiatiche. Le tre sono ritenute responsabili della violazione della norma nota come “Legge Merlin”, ovvero la legge legata ai reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.


