“Saranno i gruppi politici della maggioranza a indicarmi tre nomi”. Il sindaco di Aversa Alfonso Golia offre alla coalizione che lo sostiene la soluzione della crisi che si è ufficialmente aperta con la revoca dell’incarico di assessore al Bilancio a Nico Carpentiero. Lancia la palla dall’altra parte del campo per completare le caselle che mancano nel puzzle della giunta, dopo le dimissioni di Luigi Fadda e Mena Ciarmiello, cui si è unito l’odierno ‘esonero’ di Carpentiero.
Eppure il commercialista era stato convinto dallo stesso primo cittadino, ad inizio febbraio, a ritirare le dimissioni già pronte e firmate, con tanto di foto su Facebook e conseguente post in cui Golia affermava di “aver avuto un chiarimento con l’assessore al Bilancio Nico Carpentiero che resta al suo posto per continuare il difficile compito di rimettere in ordine i conti dell’ente”. Cosa sia cambiato da allora lo dice il sindaco nel comunicato di oggi pomeriggio. Motivi che lui ci conferma a voce, dopo la domanda sulla possibilità che le divergenze con Carpentiero siano nate su un punto cardine: dichiarare o meno il dissesto del Comune. “Il dissesto non lo decide né il sindaco, né l’assessore al Bilancio. Se si superano i parametri di legge si dichiara il dissesto. Quindi non è una scelta politica. La revoca dell’incarico è avvenuta perché è mancata quella necessaria trasparenza, quell’operazione verità che ho chiesto sin dall’inizio sui numeri della città. Purtroppo siamo al 10 aprile e ancora sul mio tavolo non è arrivato il Bilancio da portare in giunta. Io pongo degli obiettivi ai miei assessori, su come ci dobbiamo arrivare me lo devono dire loro”.

