L’Agenzia delle Entrate ha diramato un comunicato in cui invita i contribuenti ad avere la massima attenzione riguardo alle email truffa in arrivo sotto falso nome dell’Agenzia stessa. Si tratta di messaggi fraudolenti riguardanti presunti accertamenti fiscali che potrebbero giungere nelle caselle di posta elettronica. L’avviso, datato 1° dicembre, offre un vademecum su come riconoscere e evitare tentativi di phishing, un tipo di truffa online che mira a ottenere informazioni personali, finanziarie o codici d’accesso.
Nelle false email che riportano il logo “Agenzia Entrate”, si fa riferimento a incongruenze nelle liquidazioni periodiche Iva o a generici problemi di comunicazione con il contribuente. Nel periodo tra marzo e giugno 2023 in Italia si sono registrate 160mila campagne che hanno colpito principalmente il settore bancario. A rilevarlo è l’ultimo report “Threatland” curato dal Security Operation Center (SOC).
I messaggi che l’Agenzia invita a non aprire:
- In merito ai finti accertamenti fiscali l’Agenzia invita a prestare attenzione all’indirizzo email del mittente: la matrice non istituzionale (ad esempio @gmail.com) suggerisce la presenza di una comunicazione fraudolenta;
- Altre spie del phishing si riscontrano nell’allegato al messaggio che contiene un finto documento di accertamento fiscale: si va dal logo del Ministero dell’Economia insieme a quello delle Entrate alla presenza di errori grammaticali;
- Nella truffa rientrano inoltre minacce relative ad eventuali azioni legali, pene detentive o pecuniarie in caso di mancata risposta e in generale un senso di urgenza che mira a fare pressione sul destinatario della missiva telematica;
- L’ente tributario invita poi a fare attenzione alle firme: nel documento allegato il soggetto non corrisponde all’amministrazione finanziaria mentre nel messaggio email viene riportato il nome del direttore dell’Agenzia delle Entrate;
- In caso la casella di posta elettronica contenga un messaggio di phishing occorre innanzitutto evitare di cliccare su eventuali link così come di fornire dati personali o di rispondere al messaggio
- Un altro modo per verificare l’esistenza di un messaggio di phishing riguarda la presenza stessa di dati personali: l’Agenzia delle Entrate non invia mai per posta elettronica comunicazioni contenenti dati dei propri contribuenti.
Ricordiamo che sul portale istituzionale dell’ente (agenziaentrate.gov.it) è possibile reperire contatti per accertare la veridicità del messaggio ricevuto. La stessa Agenzia delle Entrate fornisce un vademecum per riconoscere le truffe informatiche come diffidare dai link accorciati che non consentono di sapere a priori qual è l’indirizzo di destinazione o verificare la presenza di una sola estensione per gli allegati.