La sera del 21 marzo, i carabinieri della stazione di Bacoli e della compagnia di Pozzuoli erano intervenuti in via Bellavista, a Bacoli, per l’incendio di una auto. Il proprietario, un ufficiale della GDF trentacinquenne del posto, era alla guida quando l’ordigno artigianale a bordo dell’autovettura fu azionato. L’ufficiale fu capace di uscire illeso dal mezzo, nonostante la violenta deflagrazione avesse distrutto l’autovettura in pochi minuti: alcuni pezzi dell’auto, di una certa consistenza, furono rinvenuti a oltre 60 metri dal luogo dell’esplosione, a testimonianza della micidialità dell’ordigno non convenzionale impiegato.
Secondo le indagini eseguite dagli investigatori, l’autore materiale fu arrestato dopo alcuni mesi, precisamente il 16 ottobre 2023. L’uomo un 50enne di origini foggiane, fu accusato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione, per aver confezionato, detenuto e portato in luogo pubblico un ordigno esplosivo improvvisato. La bomba fu piazzata da 50enne tra la ruota posteriore destra e il baule e azionata a distanza o con un timer. A incastrare l’uomo le immagini delle telecamere di sorveglianza.
Ebbene, a distanza di un anno nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altre tre persone, accusate di concorso in tentato omicidio pluriaggravato e fabbricazione di un ordigno esplosivo. Secondo le indagini, l’autore materiale, il 50enne, avrebbe agito su mandato dell’ex compagna dell’ufficiale. Quest’ultima avrebbe orchestrato l’attentato con il contributo di altre due persone, coinvolte nella fabbricazione dell’ordigno artigianale, sofisticato ma non improvvisato, utilizzato per l’attentato.
I militari hanno eseguite diverse perquisizioni personali domiciliari finalizzate sia a rafforzare l’impianto accusatorio contestato in questa fase preliminare, che a riscontrare eventuali elementi utili ai fini dell’individuazione dei potenziali mandanti di tale cruenta azione criminosa, ragionevolmente da inquadrare in un contesto più complesso, oggetto parimenti di necessario approfondimento investigativo da parte degli inquirenti.
Il provvedimento restrittivo eseguito rappresenta una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione previsti dall’ordinamento giuridico, ed il destinatario dello stesso è una persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva. Nei prossimi giorni, si svolgerà l’interrogatorio di garanzia del soggetto cautelato davanti al GIP del Tribunale di Napoli.