Riunito nella sede della provincia di Benevento un tavolo tecnico con il compito di redigere un’idea progettuale per il Contratto di Fiume dell’invaso di Campolattaro sul fiume Tammaro. La Regione ha dato, in tal senso, indicazioni alla Provincia, che si è messa al lavoro per predisporre un progetto pilota a regia regionale, un “unicum” nel contesto istituzionale in Campania e cioè un programma sperimentale che si candida ad essere un modello di riferimento.
Il lavoro redatto dal presidente della provincia Antonio Di Maria, che si è avvalso della collaborazione dell’Università degli studi del Sannio, è previsto dalla legge regionale numero 5 della Regione Campania approvata nel 2019. Il Contratto di Fiume (CdF) è finalizzato alla tutela e alla corretta gestione delle risorse idriche e alla valorizzazione dei territori del bacino idrografico mediante la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socioeconomica. Tale misura verrà subordinata a un ente di controllo denominato dalla regione, ovvero l’Osservatorio Regionale dei Contratti di Fiume o ORCdF.
La regione Campania allarga i suoi orizzonti: Il Contratto di fiume nasce, infatti, da norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, argomenti posti sotto i riflettori sia dall’Onu che dalla commissione europea, che si sono posti due obiettivi fondamentali: conseguire la neutralità in termini di degrado del suolo entro il 2030 e azzerare il consumo di suolo entro il 2050. La proposta di contratto verrà regolamentata a breve: Il tavolo tecnico si è dato infatti scadenze di lavoro ravvicinate, in concomitanza con quanto deciso dalla Regione. L’obiettivo del tavolo è quello di puntare, nel rispetto del contesto territoriale, che ha un grandissimo pregio naturalistico e paesaggistico, alla piena tutela di queste risorse mediante l’individuazione di funzioni ecocompatibili delle risorse idriche date dal lago di Campolattaro.
Le funzioni individuabili sono molteplici: civili, sociali e turistiche (settore, questo, in crescita soprattutto per quanto riguarda L’Ecoturismo). Non mancano inoltre attività sportive rispettose dell’ambiente, e anzi, capaci di evidenziare le caratteristiche paesaggistiche, includendo in questo scenario attività di monitoraggio dell’ecosistema, biodiversità e delle conseguenze del riscaldamento climatico. Sono invitati a partecipare portatori e i rappresentanti degli interessi legittimi del territorio e di tutti i soggetti, istituzionali e privati che intendano dare il proprio contributo allo sviluppo del territorio nel quadro delle direttive di tutela ambientale.