Si arricchisce di un nuovo capitolo la lunga e complicata vicenda della rimozione delle ecoballe stoccate in località Fungaia di Casalduni, in provincia di Benevento, rimaste accatastate nel sito a seguito del blocco del termovalorizzatore di Acerra per lavori di manutenzione. Nel corso della mattinata del 6 marzo, si è svolto un vertice fra la provincia di Benevento e le società Sapna e Samte, convocato dal presidente Antonio Di Maria per un esame delle criticità riscontrate nel corso dei lavori e per disporre una terza proroga al processo di rimozione, per ora avvenuto solo al 40%.
Nel corso dei lavori, dicono gli amministratori provinciali, sono stati riscontrati problemi di ordine istituzionale e amministrativo connessi anche all’assenza di comunicazione con la Sapna. I dirigenti della provincia hanno evidenziato anche come i ritardi nei lavori abbiano determinato costi elevati per l’ente pubblico, costretto a rimuovere il percolato prodotto dai rifiuti: in tali condizioni, dunque, per gli amministratori della provincia non era facile trovare motivazioni valide per accogliere le richieste di proroga.
Per questi motivi, alla società è stata chiesta una relazione scritta in merito, ricordando contestualmente come risultino disattesi gli impegni regionali presi in coincidenza con la concessione dell’area di stoccaggio, non essendo ancora stati smaltiti nemmeno le ecoballe site nella località di Toppa Infuocata, non lontana dal sito di Fungaia. I responsabili della Sapna presenti alla riunione hanno riconosciuto gli errori di comunicazione commessi dalla società, sottolineando tuttavia anche gli importanti ostacoli di natura burocratica incontrati nell’assolvimento del compito assegnato alla loro ditta.
In quest’ottica, la società ha chiesto una proroga fino al 15 aprile 2020 per il completamento dell’intervento, corrispondente al tempo tecnico necessario, annunciando che entro la giornata di oggi sarebbe stata inviata alla Provincia una scheda con tutti i dati tecnici della rimozione finora effettuata e di quella da farsi, compresi le entità dei ristori ambientali promessi secondo i patti tra Samte e Sapna. A seguito di un’attenta valutazione delle informazioni fornite, gli amministratori pubblici hanno concesso la proroga richiesta.