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Home Economia

Bonus ristoranti, contributo a fondo perduto fino a 30mila euro: a chi spetta e per quali spese

L’incentivo e destinato al mondo della ristorazione, pasticcerie, gelaterie e eccellenze gastronomiche. I beneficiari possono vedersi riconosciuto un importo pari al 70% di quanto speso, fino a 30mila euro, per comprare macchinari e beni strumentali durevoli

redazione di redazione
3 Settembre 2022
in Economia, Italia

In data 30 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che fa chiarezza sull’incentivo destinato al mondo della ristorazione, pasticcerie, gelaterie e eccellenze gastronomiche.

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale pari al 70% delle spese totali ammissibili, entro il limite di 30.000 euro per singola impresa, sostenute per macchinari professionali e beni strumentali all’attività d’impresa, nuovi di fabbrica, organici e funzionali e acquistati alle normali condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’impresa.

Hanno diritto alle agevolazioni le imprese come ristoranti, pasticcerie e gelaterie in possesso dei seguenti requisiti:

  • per quelle operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.11 (Ristorazione con somministrazione), essere regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese da almeno 10 anni o in alternativa aver acquistato nei 12 mesi precedenti prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25 per cento degli acquisti totali del periodo;
  • per quelle operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.30 (Gelaterie e pasticcerie) e dal codice ATECO 10.71.20 (Produzione di pasticceria fresca), essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese da almeno 10 anni o in alternativa aver acquistato prodotti DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5 per cento del totale.

Il contributo spetterà alle imprese che:

  • sono nel libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedura concorsuale o altra situazione equivalente;
  • non sono considerate in difficoltà;
  • sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno il DURC regolare;
  • sono in regola con gli adempimenti fiscali;
  • hanno restituito le somme eventualmente dovute in caso di provvedimenti di revoca di agevolazioni;
  • non hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

Le spese ammesse (e non ammesse):

Il contributo a fondo perduto, come detto, può essere usato per le spese sostenute per macchinari professionali e beni strumentali all’attività d’impresa. I beni acquistati dovranno essere mantenuti nello Stato patrimoniale dell’impresa per almeno 3 anni dalla data di concessione del contributo. Il decreto attuativo prevede per i pagamenti l’obbligo di utilizzo di conti correnti dedicati intestati all’impresa. E dovrà essere garantita la piena tracciabilità della spesa.

Non sono ammesse le spese sostenute prima della presentazione della domanda di contributo, così come quelle relative a componenti o ad esempio pezzi di ricambio, terreni e fabbricati, beni usati e utenze, come quelle di luce e gas. Non fanno parte del calcolo delle spese ammesse anche quelle sostenute per imposte, tasse, contributi, buoni pasto o ad esempio spese per consulenze di qualsiasi genere.

Ora si attende un provvedimento apposito entro fine settembre per fare chiarezza sulla procedura operativa legata alle domande da presentare. In ogni caso, l’avviso sarà pubblicato sul portale di Invitalia. A domanda inoltrata, per il pagamento del bonus riconosciuto l’impresa dovrà presentare una richiesta di erogazione entro i 30 giorni successivi dalla data di ultimazione delle spese. A questa domanda servirà allegare copia delle fatture elettroniche relative agli acquisti; documentazione che attesta la piena tracciabilità delle spese (ordinativi di pagamento ed estratti conto); relazione tecnica finale con la descrizione degli investimenti che attesti il completo pagamento. L’erogazione avverrà entro 90 giorni dalla ricezione delle richieste da parte di Invitalia. Alle imprese sarà inoltre consentito richiedere un anticipo del pagamento spettante, nella misura massima del 50%, presentando una fideiussione bancaria o assicurativa

Tags: Bonus Ristorantiprimopiano
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