Un pomeriggio qualunque trasformato in scena di violenza. Era il 27 settembre scorso quando, intorno alle 18.40, un gruppo composto da nove persone in sella a cinque scooter fece irruzione nel Parco Verde di Caivano, esplodendo diversi colpi di arma da fuoco ad altezza uomo mentre le strade erano ancora gremite di passanti. Un’azione dimostrativa, la classica “stesa”, che secondo gli investigatori aveva l’obiettivo di intimidire e marcare il territorio.
A distanza di mesi, l’inchiesta ha portato a un primo sviluppo: tre persone, ritenute responsabili del raid intimidatorio, sono state arrestate su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna nella mattinata di oggi, martedì 14 aprile. L’operazione, degli inquirenti, ricostruisce i dettagli di un’azione militare in piena regola.
La conquista del territorio
Dietro la violenza di quel pomeriggio non ci sarebbe solo un atto di vandalismo criminale, ma una precisa strategia di espansione. Secondo gli inquirenti, i tre arrestati — tutti originari di Napoli — farebbero parte di un commando inviato dai clan di Scampia. L’obiettivo è chiaro: colmare il vuoto di potere lasciato dai vertici del clan “Ciccarelli”, recentemente smantellato dalle operazioni dello Stato, per assumere il controllo diretto delle lucrose piazze di spaccio locali.
Le accuse
I destinatari del provvedimento devono rispondere, a vario titolo, di: Pubblica intimidazione con l’uso di armi, porto illegale di armi da fuoco e aggravante del metodo mafioso. Le indagini proseguono per identificare gli altri sei componenti della “paranza” che ha preso parte al raid. Resta ferma la presunzione di innocenza per gli indagati fino a un’eventuale condanna definitiva, ma il quadro delineato dagli investigatori conferma una preoccupante mutazione degli assetti camorristici: il Parco Verde, un tempo feudo autonomo, è ora terreno di conquista per le consorterie napoletane.