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Home Cronaca

Camorra, clan Mallardo, il boss Francesco Napolitano torna in carcere: pianificava la fuga prima della Cassazione

Dall'esilio nel Lazio alla cella: A incastrare il 69enne sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate vicino all'abitazione di Minturno dove risiedeva. I filmati lo hanno ripreso mentre incontrava esponenti di spicco del suo clan

redazione di redazione
20 Luglio 2026
in Cronaca, Napoli

Cambio di scenario radicale per Francesco Napolitano, 69 anni, considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia la figura di vertice del clan Mallardo. L’uomo ha dovuto lasciare la provincia di Latina, dove si trovava in regime di divieto di dimora nella regione Campania, per essere trasferito nuovamente in una cella di reclusione. Il provvedimento di ripristino della custodia cautelare in carcere è stato emesso dalla quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli.

A incastrare il sessantanovenne sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza posizionati proprio nei pressi del domicilio di Minturno che lo ospitava. I filmati hanno documentato una serie di incontri ravvicinati con esponenti di primo piano della consorteria criminale di Giugliano (storica colonna dell’«Alleanza di Secondigliano» insieme ai Licciardi e ai Contini). Tra i visitatori figurava anche un noto pregiudicato con un passato da latitante. Per la magistratura, questi summit clandestini non erano casuali, bensì il segnale concreto di un imminente pericolo di fuga. L’ipotesi degli inquirenti è che il boss stesse architettando la latitanza per sottrarsi alla giustizia in vista di un cruciale appuntamento in tribunale.

Il nodo giudiziario e la condanna per omicidio

La parabola processuale di Napolitano è complessa. L’uomo era tornato in libertà nel giugno del 2024 per decorrenza dei termini di custodia, a seguito dell’annullamento con rinvio da parte della Cassazione della condanna all’ergastolo inflittagli in quanto ritenuto il mandante del delitto di Mario Di Lorenzo, assassinato a Giugliano il 12 ottobre 1996. All’indomani di quella scarcerazione, i giudici disposero per lui l’allontanamento dalla Campania. Ora la pressione giudiziaria torna a farsi massima. Difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Antonio Russo, il presunto capoclan attende la data decisiva del 17 settembre. Quel giorno la Suprema Corte sarà chiamata a esprimersi sul ricorso presentato dai legali sia per Napolitano sia per Michele Olimpio, coimputato nel medesimo processo per omicidio. Un verdetto blindato dal rischio di una fuga che le telecamere di Minturno hanno disinnescato in tempo.

Tags: Clan MallardoGiugliano in Campaniaprimopianprimopiano
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