Cambio di scenario radicale per Francesco Napolitano, 69 anni, considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia la figura di vertice del clan Mallardo. L’uomo ha dovuto lasciare la provincia di Latina, dove si trovava in regime di divieto di dimora nella regione Campania, per essere trasferito nuovamente in una cella di reclusione. Il provvedimento di ripristino della custodia cautelare in carcere è stato emesso dalla quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli.
A incastrare il sessantanovenne sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza posizionati proprio nei pressi del domicilio di Minturno che lo ospitava. I filmati hanno documentato una serie di incontri ravvicinati con esponenti di primo piano della consorteria criminale di Giugliano (storica colonna dell’«Alleanza di Secondigliano» insieme ai Licciardi e ai Contini). Tra i visitatori figurava anche un noto pregiudicato con un passato da latitante. Per la magistratura, questi summit clandestini non erano casuali, bensì il segnale concreto di un imminente pericolo di fuga. L’ipotesi degli inquirenti è che il boss stesse architettando la latitanza per sottrarsi alla giustizia in vista di un cruciale appuntamento in tribunale.

