Camorra, confiscati beni per 30 milioni a imprenditore ritenuto legato al clan Belforte
Ad eseguire il provvedimento la Polizia di Stato di Caserta, la Direzione Investigativa Antimafia di Napoli e la Guardia di Finanza di Caserta. Coinvolti immobili, aziende e conti finanziari nel provvedimento
Quest’oggi, giovedì 25 luglio 2024, gli agenti della Polizia di Stato di Caserta, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta e la Direzione Investigativa Antimafia di Napoli stanno predisponendo l’esecuzione di un decreto di confisca emesso dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione.
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Il provvedimento, su proposta del Procuratore della Repubblica-DDA di Napoli, del Direttore della DIA e del Questore di Caserta, è stato adottato ad un imprenditore operante nel settore del cemento e della ristorazione del casertano, ritenuto affiliato al clan camorristico Belforte. L’uomo e stato condannato in via definitiva per aver messo in piedi un sistema di estorsione basato su sovrafatturazioni che mascheravano il pagamento del “pizzo” richiesto per garantire “protezione” alle vittime. La confisca riguarda beni il cui valore complessivo si stima essere di circa 30 milioni di euro.
I beni soggetti a confisca:
2 interi compendi aziendali e quote di altrettante società;
62 beni immobili situati nelle province di Caserta, Benevento, Salerno e Parma, tra cui (13 terreni, 14 abitazioni, 2 opifici industriali, 32 garage/magazzini ed 1 multiproprietà in costiera amalfitana);
47 rapporti finanziari e 18 beni mobili registrati (2 autovetture e 16 mezzi industriali).
L’amministrazione giudiziaria, già disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, garantirà la tutela del valore considerevole dei beni confiscati. È stato istituito un tavolo tecnico per definire le linee guida per la gestione dei beni sequestrati, regolando così la fase di procedura preventiva che include il provvedimento attuale. Questo risultato si inserisce nelle attività istituzionali volte a colpire i patrimoni acquisiti illegalmente e legati a contesti criminali di tipo mafioso, proteggendo e salvaguardando la parte sana dell’economia nazionale.
Il decreto eseguito è stato adottato nell’ambito della procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione; trattasi di misura provvisoria, in attesa della decisione definitiva sui beni in confisca, avverso la quale i destinatari del provvedimento potranno avvalersi, eventualmente, dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.
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