I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, hanno effettuato un sequestro preventivo di beni per il valore di 17.600.000 euro nei confronti di un noto imprenditore M. P., nato a Villaricca (Napoli) nel 1952, ritenuto attiguo del clan Mallardo.
In seguito all’articolata attività investigativa, i militari della Guardia di Finanza, nel corso degli anni sono riusciti a individuare l’insieme delle attività economiche, e ad ottenere elementi determinanti circa la partecipazione di A. A. al sodalizio criminale egemone nella zona di Giugliano in Campania.
Hanno acquisito al patrimonio dello Stato 17 unità abitative tra i comuni di Giugliano (NA), Aversa (CE), Mentana (RM), e Monterotondo (RM), 11 terreni nel comune di Mentana (RM), oltre a quote e immobili relativi a una società operante nel settore immobiliare con sede a Fonte Nuova (RM), riconducibili al “prevenuto” e al suo nucleo familiare. L’attività trae origine da indagini delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. partenopeo che hanno eseguito, nel periodo dal 2010 al 2021, diversi provvedimenti di sequestro preventivo e di misure di prevenzione patrimoniali disposti dai Tribunali di Roma e Napoli nei confronti di M. P
I militari della Guardia di Finanza in questo contesto criminale, come già evidenziato in sentenze dello stesso Tribunale di Napoli, il clan MALLARDO ha investito i propri proventi illeciti in attività immobiliari facenti capo al M. P e ad una sua società operante nel settore edile; il sodalizio era stato favorito dal genero di M. P, G.D’A., nato a Villaricca nel 1977, esponente di rilievo del clan MALLARDO, per conto del quale si interessava di diversi settori economici quali quello edilizio, immobiliare nonché della distribuzione del caffè agli esercizi commerciali del giuglianese e del casertano, ove acquisiva commesse anche in zone controllate da clan camorristici alleati, come il Clan dei Casalesi.
Sono quindi riusciti a localizzare e individuare l’insieme delle attività economiche, per l’applicazione dell’odierna misura di prevenzione patrimoniale derivata dall’accertata appartenenza del P. al clan MALLARDO, sancita da una condanna a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali effettuati dalle Fiamme Gialle.
Infatti, il monitoraggio effettuato dal G.I.C.O. di Napoli ha fatto emergere, grazie ai riscontri sviluppati anche attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo e agli accertamenti bancari, una marcata sproporzione tra le fonti di reddito lecite di cui il soggetto disponeva ufficialmente e il patrimonio di beni mobili e immobili di rilevante valore negli anni accumulato.