Il caldo non concede tregua alla Campania. La Protezione civile regionale ha esteso fino alle ore 20 di sabato prossimo l’allerta per le ondate di calore. Le previsioni non lasciano spazio a miglioramenti: si attende un ulteriore incremento del tasso di umidità, che potrebbe toccare il 70%, con temperature che sfioreranno i 40 gradi. Il quadro climatico attuale continua, dunque, a superare le medie stagionali di almeno 6-7 gradi, mantenendo la regione in uno stato di costante allarme.
Anche oggi, come nei giorni scorsi, Napoli e l’intero territorio campano fanno i conti con un’altra giornata classificata a rischio climatico massimo. Fortunatamente, le strutture ospedaliere non registrano situazioni critiche: secondo fonti dell’ospedale Cardarelli, in molti preferiscono restare a casa, come già accaduto durante le estati precedenti. Diversa, invece, la condizione per chi è costretto a lavorare all’esterno. In risposta all’emergenza, la Regione Campania ha firmato un’ordinanza lo scorso 18 giugno che vieta le attività lavorative all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 nei settori più esposti, come agricoltura ed edilizia. Le imprese coinvolte devono ora riorganizzare turni e modalità operative per garantire la sicurezza dei lavoratori.
Anche i Comuni stanno adottando misure concrete: molti sindaci hanno predisposto la chiusura temporanea di parchi pubblici e cimiteri nelle ore più calde. A Somma Vesuviana, ad esempio, il cimitero resterà aperto solo al mattino, dalle 7.30 alle 13.30, senza aperture pomeridiane. A livello nazionale, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha accolto le sollecitazioni dei sindacati convocando un tavolo per definire un nuovo protocollo di tutela contro i rischi climatici sul lavoro. Tra le misure proposte: l’uso automatico degli ammortizzatori sociali in caso di riduzioni o sospensioni dell’attività lavorativa, anche per i lavoratori stagionali. Federica Brancaccio, presidente nazionale dell’Ance, ha commentato: «Serve una normativa stabile per affrontare l’emergenza caldo, che ormai si ripresenta ogni anno. È fondamentale permettere ai cantieri di anticipare l’inizio delle attività».
Sul fronte delle soluzioni strutturali, un gruppo di ricercatori dell’Università Federico II, da anni impegnato nello studio degli effetti del cambiamento climatico in ambito urbano, ha proposto una serie di interventi per mitigare le temperature in città. Tra le proposte: rimboschimento urbano, cura del verde esistente, creazione di laghetti e fontane, tetti verdi, giardini pensili e passerelle coperte per collegare edifici pubblici e abitazioni.