Aria di vacanze: è tempo per sognare a occhi aperti residenze negli Hampton, con vista sull’Oceano, con piscine interne ed esterne, campi da golf e sale cinematografiche, oppure tempo per investire in un pied-à-terre lungo una delle splendide coste italiane. Per godersi una pausa di qualche giorno, sarà sufficiente un monolocale anche di pochi metri quadrati, possibilmente con vista mare. Arredare una casa-vacanza di piccola quadratura mette di fronte a scelte architettoniche non del tutto differenti da quelle che si incontrano nel progettare una residenza vera e propria. In effetti, basti pensare alle azioni che compiamo, per capire che in fondo sono poche le funzionalità a cui saremmo disposti a rinunciare in vacanza. Per intenderci, immaginiamo un ambiente di circa 30 metri quadrati che dovremmo dotare di una cucina, di un living, di un’area notte, di un servizio e possibilmente di un ripostiglio e di una lavanderia. Sarà fondamentale ragionare sul “peso” che diamo a ciascuna di queste funzionalità, per capire che tutto dovrà essere ragionevolmente proporzionato.
In generale, gli arredi delle case da vacanza, per così dire “essenziali”, dovranno avere due requisiti: essere salvaspazio e multifunzione, senza per questo rinunciare al comfort e al design, naturalmente. Nel 1951, uno dei maestri dell’architettura, Le Corbusier, progettò le Cabanon lungo il sentiero del litorale a Roquebrune-Cap-Martin, in Costa Azzurra. Una piccolissima unità prefabbricata in legno, di soli 3,66×3,66 metri per un ‘altezza di 2,26 metri: rifugio che l’architetto scelse come regalo per la moglie. Poco meno di 14 metri quadrati di genialità pensati letteralmente a misura d’uomo, dove ad esistere era solo l’essenziale (ancora oggi stiamo ad interrogarci su cosa sia o meno essenziale).

