Caserta, creano maxi bomba con ordigni artigianali: feriti tre fratelli
L'onda d'urto prodotta ha distrutto vetri e automobili nel raggio di trenta metri. I giovani hanno riportato ustioni e lesioni interne: grave il maggiore, ricoverato in rianimazione
Un boato spaventoso, udito in quasi tutta la città, ha terrorizzato Caserta nelle prime ore di Capodanno. A produrre l’esplosione sono stati tre fratelli di 16, 21 e 24 anni, residenti nella frazione di Tuoro, a nord del capoluogo: secondo i primi rilievi dei carabinieri della compagnia locale, intervenuti sul posto poco dopo la deflagrazione, i giovani avrebbero fatto esplodere un cumulo di ordigni artigianali per festeggiare la venuta del nuovo anno. Un comportamento pericoloso che, purtroppo, i tre hanno pagato a caro prezzo: l’onda d’urto prodotta dai botti illegali ha infatti raggiunto una potenza tale da distruggere vetri e veicoli nel raggio di trenta metri.
La forza dell’esplosione ha investito in pieno i fratelli, che hanno riportato lesioni interne e ustioni: il maggiore di loro, il più vicino dagli ordigni, è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Caserta. Tra i danni creati, si contano la distruzione di tre auto e il grave danneggiamento di altri quattro veicoli, alcuni addirittura sospinti di diversi metri dalla forza dell’onda d’urto.
Situazioni analoghe si sono registrate anche sul resto del territorio campano. Nonostante gli appelli a non utilizzare botti e fuochi d’artificio non siano stati rispettati del tutto, quest’anno, a Napoli e provincia, si sono registrati solamente otto feriti, un numero contenuto rispetto alla media (il dato dello scorso anno di 48 feriti, di cui due colpiti da proiettili vaganti, già era migliore rispetto al Capodanno precedente). I dati sono stati resi noti dalla Questura di Napoli. Tra i feriti in maniera più seria, un senzatetto, al quale i chirurghi del Cardarelli hanno dovuto ricostruire la mano distrutta da un petardo. Sono due, invece, le persone finite in ospedale nel Salernitano. Rischia di perdere la mano destra e l’occhio destro, infine, un ragazzino di 16 anni di Solofra, nell’Avellinese, che è stato investito dall’esplosione di un petardo forse difettoso o forse maneggiato impropriamente.
L’episodio più grave è accaduto a Mugnano, dove una donna è stata colpita alla testa da una scheggia di un petardo esploso dopo la mezzanotte, nel corso dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. La vittima dell’incidente si trovava a casa dell’anziana madre ed era affacciata al balcone quando è stata raggiunta dall’oggetto. Inizialmente si pensava a un proiettile vagante, ma i medici, attraverso una radiografia, hanno escluso questa ipotesi. Una tragedia, per fortuna, solo sfiorata. La donna ora è ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli; sarà operata per estrarre la scheggia, ma non è in pericolo di vita.
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