Quella del revenge porn è una piaga che continua a essere fin troppo diffusa. Nello specifico, la squadra mobile di Caserta ha tratto in arresto, in flagranza di reato, un ragazzo di vent’anni, della provincia casertana, per tentata estorsione, iniziata già con altri episodi avvenuti nei mesi precedenti, ai danni della fidanzata, sua coetanea.
La stessa vittima, infatti, si era presentata in Questura per denunciare tali episodi, verificatisi nel giro di diversi mesi, indicando nel presunto ragazzo l’autore. La giovane donna aveva spiegato che il fidanzato continuava a chiederle soldi minacciandola di continuo, dicendole in particolare che avrebbe reso pubbliche sui vari social network foto e video che la ritraevano in atteggiamenti intimi se lei non avesse acconsentito alle sue richieste.
Qualche giorno fa, poi, il ragazzo della provincia di Caserta le ha chiesto insistentemente un appuntamento per il pomeriggio di venerdì scorso, promettendole di eliminare foto e video solo dopo aver ricevuto i soldi. È stato quindi organizzato l’incontro, così che la squadra mobile potesse monitorare il tutto, fermando, subito dopo, il colpevole. Dopo gli accertamenti di rito, il giovane è stato arrestato e, così come disposto dal pubblico ministero di turno competente della procura di Santa Maria Capua Vetere, è stato tradotto presso il proprio domicilio in attesa del giudizio di convalida. Nella stessa giornata di ieri, quindi, il giudice ha confermato l’impianto accusatorio della Procura della Repubblica procedendo con l’arresto.
La violenza di genere è tra le principali preoccupazioni delle forze dell’ordine: i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno ricevuto, dallo scorso 30 giugno fino ai primi giorni di agosto, quarantuno querele con riferimento al territorio del capoluogo partenopeo e della sua provincia. Si tratta soprattutto di episodi di violenza di genere consumati tra le mura domestiche, in un luogo che dovrebbe essere sicuro ma che, invece, per moltissime donne vittime di vessazioni e maltrattamenti da parte dei propri compagni, ex partner, padri e anche figli si trasforma in un incubo. Un dato preoccupante è la frequenza di tali eventi: sono in tutto ventisei gli arresti e otto le denunce, infatti, ovvero quasi uno ogni due giorni. E le donne che hanno denunciato sono state trasferite in strutture protette o seguite da professionisti in percorsi psicologici.