“Quello che è accaduto è una vergogna. É inutile effettuare provvedimenti quali i Dpcm nazionali, le ordinanze regionali o comunali se poi ci sono funzionari o dirigenti di enti pubblici o in questo caso anche della Lega Pro di calcio che non si assumono le loro responsabilità”. È un fiume in piena il sindaco di Caserta Carlo Marino, il quale sul suo profilo Facebook ha commentato l’episodio che ha riguardato la squadra cittadina della Casertana. La società sportiva, nonostante avesse 15 giocatori positivi al Covid-19, ha dovuto in ogni caso disputare la gara, schierando in campo solo nove uomini, alcuni dei quali con decimi di febbre (due di questi successivamente hanno ottenuto il responso positivo al tampone effettuato poco prima della partita).

La sfida di ieri allo stadio Pinto di Caserta contro la Viterbese (finita con il risultato di 0-3) è cominciata in ritardo proprio perché sono stati effettuati, all’ultimo momento, test rapidi ad alcuni giocatori della Casertana da parte dell’Asl. In una nota pubblicata in precedenza sul proprio sito, la squadra di casa aveva denunciato di essere stata “costretta” a giocare a causa del rifiuto della Viterbese di rinviare la gara, preannunciando l’utilizzo di calciatori “febbricitanti, sebbene risultati negativi all’ultimo ciclo di tamponi. Un pericolo per se stessi e per gli altri“. La Viterbese, invece, sempre attraverso una nota, si è difesa appellandosi al regolamento, che non consente alle squadre di poter scegliere liberamente di spostare una partita.

