Stamane i carabinieri della sezione operativa di Casoria, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di un ventunenne pregiudicato.
Il giovane residente a Secondigliano, secondo gli indizi e le testimonianze raccolte dagli inquirenti, sarebbe stato protagonista di un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore edile di Casoria. In concorso con altri quattro complici si sarebbe presentato sui cantieri nei quali la ditta stava eseguendo dei lavori di manutenzione edile chiedendo di poter parlare con il responsabile dei lavori e con il proprietario dell’azienda incaricata. Stando alla ricostruzione dei fatti accaduti il pregiudicato si sarebbe presentato come il “nuovo boss di Casoria” facente da intermediario per il clan Moccia, chiedendo all’imprenditore ben 100mila euro di tangenti per poter continuare i lavori. L’imprenditore, dal canto suo, stufo di ricevere le minacce e le intimidazioni subite nell’arco di diversi mesi, ha trovato coraggio e ha denunciato tutto ai carabinieri. In seguito alle testimonianze della vittima sono partite così le indagini a carico degli estorsori: in quattro sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia in carcere, di cui due sono stati tratti in arresto in flagranza di reato.

