“Le accuse di pressioni esterne le respingo al mittente”. Il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella prova a rimandare la palla nel campo degli avversari e a smontare le critiche, dopo l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Nicola Grimaldi alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Nella comunicazione alla responsabile del Viminale il deputato del Movimento 5 Stelle parla “di condizionamenti e pressioni esterne all’apparato amministrativo che, da qualche tempo, condizionerebbero la libertà di azione degli organi di governo locale”. In particolare Grimaldi fa riferimento alle “improvvise dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici, Raffaele Bonanno, che avrebbero pregiudicato il regolare funzionamento dell’apparato amministrativo”. Dopo la rinuncia di Bonanno “sei consiglieri comunali di Castel Volturno, il 15 Marzo 2021, hanno denunciato al comando della guardia di finanza delle anomalie verificatesi all’interno dell’amministrazione comunale, in ordine alle dimissioni rassegnate, qualche mese prima, dall’assessore ai lavori pubblici. Dalle dichiarazioni contenute all’interno della denuncia, è evidente che l’assessore sia stato costretto a dimettersi, per effetto di pesanti pressioni esterne all’apparato amministrativo e non di tipo politico”. Pertanto Grimaldi chiede alla Lamorgese “di avviare un’indagine volta a verificare se, quanto dichiarato dai consiglieri comunali, corrisponda al vero e di accertare la sussistenza, o meno, di codeste pressioni e condizionamenti esterni all’amministrazione”. Infine, il parlamentare pentastellato comunica “di aver tempestivamente informato della situazione anche il prefetto della Provincia di Caserta, dottor Raffaele Ruberto, e il Presidente della Commissione bicamerale antimafia, senatore Nicola Morra”.
Ma Petrella ribatte sicuro alle accuse e, anzi, rilancia: “Oggi sfido chiunque a dire che a Castel Volturno ci siano condizionamenti della camorra, poca trasparenza o illegalità. Sono nauseato per questo modo di fare politica che non mi appartiene. Se l’assessore – prosegue il sindaco – ha subito queste intimidazioni dovrebbe recarsi dalle autorità competenti e denunciare il fatto, non certamente rivolgersi alla stampa locale (Bonanno ha rilasciato un’intervista al periodico Informare, n.d.r.). Non vedo, quindi, quali possano essere queste intimidazioni che hanno determinato addirittura l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Grimaldi. Per carità, è una cosa legittima, però io starei ai fatti, cioè che un assessore è stato messo in discussione perché non è riuscito a portare avanti il tipo di lavoro che gli era stato chiesto. Si vuole trasformare una questione politica in una questione di legalità: mi sembra assurdo, si grida ‘al lupo’ quando il lupo non c’è”.


