La fase 2 per la Campania inizia con una nuova ordinanza del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Emessa nel giorno della Festa del lavoro, l’ordinanza mette nero su bianco alcune misure anticipate da De Luca nell’intervento su Facebook, in cui il governatore ha definito chi non indossa la mascherina “una bestia”. Una di queste misure è proprio l’obbligatorietà del dispositivo di protezione individuale “nelle aree pubbliche e aperte al pubblico del territorio regionale. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuo della mascherina”. Ma la vera novità riguarda il cibo da asporto per bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Nell’ordinanza è espressamente vietato dal 4 al 10 maggio, in antitesi alle disposizioni previste per l’intera Penisola dal Dpcm del 26 aprile, in cui invece è consentito. Dopo un incontro, terminato nel primo pomeriggio di oggi, fra la task force della Regione e i presidenti delle Camere di Commercio della Campania, Ciro Fiola (Napoli), Andrea Prete (Salerno), Tommaso de Simone (Caserta), Oreste La Stella (Avellino) e Antonio Campese (Benevento), De Luca ha fatto una parziale marcia indietro.
La vendita del cibo da asporto sarà consentita, ma applicando le seguenti disposizioni: il servizio riferito al cibo da asporto verrà svolto solo se anticipato da una prenotazione telefonica o online; il banco vendita verrà posto all’ingresso dell’esercizio commerciale; i gestori saranno responsabili del distanziamento sociale fra i clienti e anche di quello dei riders addetti alla consegna a domicilio; è assolutamente obbligatorio l’uso da parte del personale di mascherine e guanti; il mancato rispetto delle norme comporterà la chiusura per una settimana del locale. Il delivery naturalmente rimane. Anzi, l’ordinanza del primo maggio allarga le maglie degli orari, prolungandoli per l’intera giornata, e delle consegne a domicilio, previste anche al di fuori del territorio comunale, ma sempre con la prenotazione telefonica oppure on line. “È un atto di fiducia sul senso di responsabilità di tutti”, rimarca De Luca dalla sua pagina Facebook. “Rimane l’obbligo per ognuno – prosegue – di contribuire alla non diffusione dell’epidemia. Si farà alla fine della prossima settimana una verifica. Eventuali comportamenti errati porterebbero alla revoca di queste decisioni”.

