Il mondo del cinema campano si mobilita e fa squadra alla ricerca di una soluzione per provare a uscire da questo periodo d’emergenza, destinato a prolungarsi ben oltre i termini del lockdown, con effetti di medio-lungo termine. In particolare, in questi giorni, i rappresentanti di Cna. Cinema e audiovisivo, Clarcc (Coordinamento Lavoratori Regione Campania Cinema e audiovisivi) e Cfcc (Coordinamento Festival e rassegne Cinematografici Campania) sono impegnati in una serie di contatti e interlocuzioni con l’amministrazione regionale con l’obiettivo di sostenere e salvaguardare quel grande patrimonio comune costituito dalle imprese e dai tanti professionisti che costituiscono l’ossatura del comparto cinematografico sul territorio campano, nei vari ambiti della produzione, promozione e distribuzione audiovisiva.
Il comparto cinema della Campania ha fatto sentire oggi la sua voce, rendendo pubbliche le prime risultanze degli incontri con la Regione, con tanto di proposte concrete per provare a uscire al meglio dall’emergenza Covid-19. “Per tutto il comparto campano – spiega il presidente di Clarcc, Davide Mastropaolo – la crisi era già pienamente in corso a partire dal mese di febbraio, quando, a causa delle prime misure di distanziamento sociale, le produzioni sono state progressivamente sospese, i festival e le rassegne sono stati rinviati se non annullati, i cinema si sono improvvisamente svuotati e un enorme numero di lavoratori si è dovuto fermare da un momento all’altro. È fondamentale prevedere sia interventi di sostegno con il carattere della straordinarietà sia l’elaborazione di una strategia di supporto a lungo termine“.
Il documento comune esordisce così: “Nel rispetto di un’emergenza che inciderà pesantemente sull’esistenza di tutti, occorre tener conto del fatto che il cinema in Campania rappresenta un formidabile motore produttivo ed economico, veicolo unico di promozione territoriale, ma soprattutto strumento di formazione e nutrimento culturale nella vita di tutti. Al momento solo parzialmente alcune prime misure per le imprese culturali sono ricomprese nel Piano socio-economico da oltre 604 milioni varato di recente e il governo regionale ha ribadito che si potrà ricorrere agli strumenti ordinari legati alla legge 30/2016“. Il tavolo di confronto, per gli addetti ai lavori, deve andare avanti e definire quanto prima il percorso per intervenire a sostegno di un settore che, invece, nel triennio 2017-2019, grazie alla legge regionale 30 del 2016, si stava rafforzando con esiti importanti. Basti pensare, per quanto concerne la produzione, ai 412 progetti presentati, per un totale finanziato di quasi 12 milioni con 280 progetti e 194 imprese sostenute, con un effetto moltiplicatore accertato di tre volte la cifra stanziata. Così come, per il settore della promozione, ai 172 progetti presentati, per un totale finanziato di quasi 4 milioni, con 133 progetti e 67 enti culturali sostenuti.
Il documento firmato Cna, Clarcc e Cfcc contiene, poi, un elenco di possibili istanze e idee da approfondire assieme alla Regione Campania: “Ricomprendere le imprese culturali e del settore cinema (attualmente escluse) negli strumenti straordinari che la Regione sta varando a partire dal Piano socio-economico, in questo dando evidenza anche a tutti quegli enti e società già destinatari di finanziamenti regionali, statali o europei per attività cinematografiche; accelerare il disbrigo delle pratiche amministrative di rendiconto in atto relative alla legge 30 e prevedere la proroga di dodici mesi per le consegne dei prodotti del Piano cinema 2017, 2018 e 2019 e di conseguenza dei relativi rendiconti e liquidazioni; avviare con urgenza una cabina di regia regionale (giuridico-amministrativa, del settore cinema e tecnico sanitaria) per riaprire prima possibile (compatibilmente con i tempi dell’emergenza) i set cinematografici, lavorando a un protocollo che permetta di funzionare nel massimo rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e differenziando le possibili strategie, sulla base delle ricerche già avviate in ambito nazionale; studiare aiuti a freelance, lavoratori (di set o attività interrotte) e professionisti del settore cinema che sono stati esclusi da altro tipo di sostegno e stanno soffrendo di una perdita del reddito tout court viste le limitazioni per usufruire del bonus di 600 euro, della Cig o dell’indennità di disoccupazione (fatta eccezione per l’aiuto derivante dalla Film Commission Regione Campania con Netflix); collocare con la massima urgenza le risorse sulla legge cinema regionale e con una possibile maggiore dotazione con cui far fronte all’emergenza per favorire la ripresa dopo il lockdown; approvare in tempi rapidi la nuova programmazione triennale e predisporre il bando annuale di finanziamento per il comparto cinematografico; prevedere la possibilità di un bando biennale (vale a dire la conferma di una dotazione per coprire 2020 e 2021) consentendo di realizzare progetti più flessibili con modi e tempi utili alla sopravvivenza ma legati alla straordinarietà della contingenza; prevedere in ogni caso un bando che tenga conto dell’emergenza con risorse per azioni differenziate e relazionate alla crisi e strumenti dettati dalla straordinarietà“.
In particolare, “per i festival e le rassegne – precisa Giuseppe Colella, presidente di Cfcc – ora è un momento cruciale. Bisogna capire che succede con gli eventi ormai vicini e l’emergenza in corso e prevedere una dotazione che consenta di realizzare progetti più flessibili, con modi e tempi utili alla sopravvivenza ma legati alla straordinarietà della contingenza“. Il documento, quindi, prosegue: “Vanno valutate assieme le misure per la ripresa attraverso nuove azioni da prevedere nel bando, come maggiori risorse allo sviluppo e tempi di consegna più ampi per la produzione; misure straordinarie a sostegno delle imprese campane per l’anno in corso; progetti flessibili per festival e rassegne con attività fino al 31 marzo 2021 e con possibili accorpamenti; un piano speciale per le attività delle imprese per la formazione al cinema, anche in relazione con altri progetti aperti e sospesi (come Scuola viva); aiuti per attività di diffusione tra sala e streaming dei prodotti realizzati con fondi regionali (che altrimenti giacerebbero senza distribuzione) prevedendo progetti con risorse per il produttore (anche in auto-distribuzione) e risorse per il ‘diffusore’ sala/spazio/ente; aiuti straordinari a fondo perduto per tecnologie, software, sistemi di produzione e connessione resi necessari dalla crisi; aiuti per il marketing digitale e promozione sui canali social per la promozione dei film; aiuti alle imprese per attività formative e/o aggiornamento nell’ambito delle nuove tecnologie e delle competenze digital streaming che l’emergenza avrà obbligato tutti a mettere in campo; utilizzo delle risorse per la digitalizzazione per la creazione di un archivio-piattaforma regionale per lo streaming delle opere finanziate dalla legge cinema; aprire un tavolo con la Rai regionale per valorizzare i contenuti del comparto campano sulla rete pubblica, anche a seguito della riduzione dei programmi di produzione in house; creazione e implementazione di un albo delle imprese e delle professionalità di Film Commission, Scabec, fondazione Campania dei festival e di tutte le aziende regionali legate al mondo della cultura che possono immettere liquidità nel sistema commissionando lavori alle società campane; attivazione di un ‘bonus cultura’ da destinare ai i cittadini campani (card giovani o card famiglia) al fine di incentivare la ripresa delle attività culturali e di comunità, attraverso la stipula di convenzioni con cinema, teatri, poli culturali“.
In definitiva, gli addetti ai lavori del cinema campano chiedono di dare continuità al dialogo in corso con un tavolo di confronto permanente tra Regione, Film Commission e il resto del comparto. “L’emergenza inciderà pesantemente sull’esistenza di tutti ma – conclude Antonella Di Nocera, delegata regionale Cna. Cinema e audiovisivi – occorre tener conto del fatto che il cinema in Campania rappresenta, come abbiamo precisato nel nostro documento, un formidabile motore produttivo ed economico, un veicolo unico di promozione territoriale, ma soprattutto uno strumento di formazione e nutrimento culturale nella vita di tutti. Per questo è necessario un tavolo di confronto, che auspichiamo possa diventare uno strumento permanente, per definire il percorso per intervenire, sia in questo momento emergenziale, ma anche e soprattutto dopo, quando il cinema campano avrà bisogno di un’attenzione particolare per scongiurare uno scenario disastroso. L’auspicio finale è che si possano aggiungere anche altre risorse legate alla programmazione europea, con cui già in passato si è intervenuto in diverse occasioni per il cinema campano e la cui previsione risulterebbe quanto mai opportuna in questa assoluta emergenza per la pandemia da Covid-19“.